Alghero sotto i riflettori del mondo

L'arresto dell'ex presidente esule: una straordinaria operazione di marketing per l'indipendentismo catalano

La liberazione infiamma l'Aplec Internacional

Carles Puigdemont e Mario Conoci
  Carles Puigdemont sapeva benissimo che in Italia sarebbe stato arrestato. Lo sapeva lui e naturalmente il suo staff di avvocati con il quale è costretto a convivere da almeno 4 anni per le note vicende del mandato di cattura internazionale spiccato dal Governo spagnolo nel momento in cui, da presidente della Catalogna, proclamò l'indipendenza violando di fatto la Costituzione spagnola. Per lui quindi non è stata una sorpresa trovare i poliziotti al suo arrivo nell'aeroporto di Alghero. Arresto che era un atto dovuto, obbligatorio, come lo stesso giudice della Corte di Appello ha sottolineato: "assolutamente legittimo".

  Tutte le sedi delle forze dell'ordine, centrali o periferiche come il distaccamento aeroportuale di polizia di Alghero, sono in possesso dei provvedimenti restrittivi da adottare, nazionali e internazionali. Non eseguirli significa commettere il reato di omissione, lo stesso termine "ordine di cattura" non è una disposizione da interpretare. E' appunto un ordine. Ma questa è la parte che si può chiamare tecnico burocratica delle prime 24 in Sardegna di Carles Puigmont.

  L'europarlamentare catalano dunque sapeva tutto, quindi perchè immolarsi in un soggiorno certo dietro le sbarre ? E' vero che il carcere di Bancali non assomiglia a quello di San Sebastiano, ma è sempre una galera. Ritorna quindi la domanda: perché? E ancora : perché Alghero? Intanto sulla Riviera del Corallo c'è un volo diretto da Bruxelles della Ryanair che consente di evitare uno scalo, a Roma o Milano, dove poteva scattare l'arresto con effetti mediatici, e reazioni di popolo, indubbiamente inferiori rispetto al suo arrivo nella piccola Barcellonetta. E poi una coincidenza non di poco conto: ad Alghero si celebra la 33sima edizione dell'Aplec Intenational, la più grande festa popolare della Catalogna, e proprio ad Alghero sono già arrivati un migliaio di catalani, figuranti, artisti ,autorità politiche e istituzionali della Generalitat. 

  Tutti molto vicini all'ex presidente in esilio. Ma non solo: è' risaputo che proprio nell'unica città catalana d'Italia c'è una forte simpatia per la Catalogna, legami, scambi di visite, incontri, una lingua comune che indubbiamente unisce e rafforza anche sentimenti di amicizia, convegni e addirittura una rappresentanza nella Vella Alguer della Generalitat di Catalogna. 

  Rapporti solidi da tempo ,tenuti vivi da diverse associazioni culturali e con vasto seguito anche in ambito popolare. Da queste parti i catalani piacciono, c'è ammirazione. Forse perché sono un popolo che sa quello che vuole, che ha coraggio, anche estremo, ma che comunque è capace di difendere le proprie aspirazioni con determinazione. Un popolo unito.

  Forse tra gli indigeni locali c'è anche un po' di invidia, ma quella buona, come nel caso del colesterolo buono, per la capacità e l'orgoglio di proporsi in tutto il mondo con atti concreti a cominciare dalla propria lingua e per quella unità che da queste parti è stata affidata alla gestione del cane dell'ortolano. 

  Sull'altra sponda si respira una fede incrollabile, mai sopita, durante il franchismo, e straordinariamente rinvigorita dopo grazie al ritorno della democrazia. Quindi Carles Puigdemont sapeva benissimo che oltre al mandato di cattura, arrivando ad Alghero, avrebbe trovato ampia solidarietà e uno spiegamento a tutto campo di simpatia a suo favore. Ma avrebbe trovato anche la copertura politica, in generale sulla condivisione della voglia di libertà, destra e sinistra hanno manifestato dissenso per l'arresto, e in particolare per la presenza al governo della Sardegna di un presidente sardista, partito che nasce con il gene dell'indipendentismo. E infatti Christian Solinas arriva da Cagliari e aspetta Puigdemont all'uscita del carcere di Bancali. Il tutto sotto i riflettori della stampa locale, nazionale e internazionale. Nel frattempo la rete e i social sfornano fiumi di attestati di solidarietà. La parte tecnica giudiziaria è più delicata. Ma niente impedisce, con l'avvocato giusto, di intuire comportamenti e interpretazioni che possono giungere da palazzo di giustizia in una vicenda complessa come questa dove, in fondo, si guerreggia su un reato che alla radice è di opinione. 

  Ci sono precedenti: l'ex presidente della Catalogna, per lo stesso reato, è stato infatti già arrestato due volte e rilasciato in altre nazioni europee. L'operazione Bancali si conclude con un trionfo, va detto subito, meritatissimo, il cui apice viene raggiunto proprio ad Alghero dove le feste per la liberazione si protraggono a notte fonda, si sprecano migliaia di selfie, c'è tutta la Sardegna che conta a osannare Carles Puigdemont, eroe moderno dei nuovi meccanismi della comunicazione. Calcolati, studiati a tavolino, con qualche rischio, secondo il rito dell''orgoglio catalano.