Il riccio di mare è a rischio estinzione - Intervento del GrIG

«Il Riccio di mare è in via di rapida rarefazione in particolare nei mari sardi a causa del pesante prelievo a fini gastronomici, tant’è che sempre più ristoratori, giustamente, li escludono dai propri menù. Imperversa, poi, il prelievo abusivo e non si contano i sequestri da parte delle Forze dell’ordine». A dirlo è Stefano Deliperi del GrIG che denuncia la grave situazione che porterà, a suo dire, all'estinzione del Paracentrotus lividus.

«Sono ancora allo stadio sperimentale gli allevamenti di Ricci. La situazione è davvero grave e necessita forti misure di salvaguardia, quantomeno la sospensione della raccolta dei ricci per almeno tre anni. La scorsa primavera l’allora l’Assessore regionale dell’agricoltura Pierluigi Caria invece assurdamente prorogò, su richiesta dei pescatori interessati, la raccolta dei Ricci di mare per ulteriori 15 giorni (Decreto dell'Assessore dell'Agricoltura e della Riforma Agro-pastorale del 11 aprile 2018, n.925/DECA/18). Ora l’attuale Assessore regionale dell’agricoltura Gabriella Murgia, con il proprio decreto del 24 ottobre 2019, n.2358/DecA/47 del 24 ottobre 2019, autorizza la raccolta di 2 mila ricci al giorno per ogni pescatore professionista fino al 15 aprile 2020, incurante delle richieste di moratoria provenienti da più parti, fra cui le Amministrazioni comunali di S. Antioco, Calasetta, Portoscuso. Follia».

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus chiude con la richiesta di sospensione della pesca del riccio di mare per almeno tre anni e fa appello a tutte le persone sensibili e ai ristoratori di non consumare i Ricci di mare.