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Elezioni comunali Alghero: Ferdinando Manconi e le borgate

La sinistra algherese, da sempre definitasi amica e vicina alle borgate, si rivela, per l’ennesima volta, poco corretta nelle sue azioni, che non rispettano i tanti proclami di interesse e vicinanza agli abitanti dell’agro. La dimostrazione sono alcuni punti programmatici elettorali della coalizione di Mario Bruno che vedrebbero un impiego dei proventi della Tassa di Soggiorno ad uso esclusivo di due sole borgate pure provenendo da attività ricettive diffuse in tutto il territorio di Bonifica.

Comprendo bene come in un sistema agricolo messo in ginocchio da un Piano Paesaggistico Regionale voluto dall’allora Governatore Soru con il beneplacito dell’attuale sindaco di Alghero e della sinistra cittadina, non sia facile armonizzare le poche risorse presenti in funzione di un progetto di valorizzazione dell’intero agro storico, ma non esistono borgate di serie A e borgate di serie B. La sinistra cittadina non è nuova ad atteggiamenti simili. Solamente pochi mesi fa, infatti, è stato approvato uno studio di compatibilità idraulica al PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) che, incurante di evidenti erronee interpretazione di alcuni canali di bonifica, ha vincolato, mortificandoli dal punto di vista produttivo ed economico, ben 800 ettari del nostro agro.

Quindi, prima hanno abbandonato 150 famiglie residenti e operanti nei fondi vincolati dal PAI, e oggi le borgate storiche con sole due “felici” eccezioni. Invece si deve ripartire da tutte le borgate, centri di aggregazione e di vicinanza solidale, rivitalizzandole e disegnando aree insediative nel loro intorno, per favorire un riavvicinamento dei residenti all’agro senza spreco di suolo produttivo. Bisogna incentivare la realizzazione di servizi di prossimità e di vicinato, investire i proventi della Tassa di Soggiorno laddove hanno avuto origine, guidati da un disegno organico di valorizzazione e non da pregiudizi di origine ignota.

Senza dimenticare la Regione, con la quale è urgente aprire una trattativa per offrire una seconda possibilità ai tanti immobili – oggi in abbandono – che stazionano nel nostro territorio, evitando ulteriori scelte insensate come quella di acquisirli senza disporre di denari per risanarli. Dobbiamo partire dalla realtà, per costruire progetti fattibili che diano nuova vita al nostro agro, senza distinzioni, senza classifiche, senza preferenze.

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