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Alghero: che fine ha fatto il progetto degli alberghi a Maria Pia? - Impegni disattesi - Il palazzo dei congressi è ormai una piccionaia - Chi pagherà i danni?

  Il vecchio piano regolatore generale della città, si parla del secolo scorso, prevedeva nella zona di Maria Pia, nel tratto compreso tra lo stagno del Calich e il mare della litoranea di Fertilia, la realizzazione di alberghi e attività di servizio. Una previsione che proprio in base alla quale la Regione investi un mare di miliardi prima e di euro dopo per la realizzazione del palazzo dei congressi. Gli impianti dovevano rappresentare il naturale sfogo per le strutture ricettive e in particolare per il turismo congressuale che abitualmente si svolge in bassa stagione. Quindi anche con risvolti occupazionali non secondari. Il palazzo dei congressi è stato realizzato e l'incapacità della politica, a livello regionale e comunale, ha consentito che diventasse nel corso degli anni un monumento allo spreco di denaro pubblico. L'idea era ottima, l'intervento lo predispose l'allora assessore regionale al turismo, Martino Lorettu,ma affidata alle mani sbagliate. Era prevista perfino una piscina con trampolino olimpico.

  Una opportunità quindi di sviluppo non secondario anche perchè il riferimento dell'insediamento doveva essere ad altissimo livello, alberghi a 5 stelle per un turismo di qualità. Vale la pena di aggiungere che nel corso degli ultimi anni, per ben due volte il consiglio comunale ha ribadito la decisione dell'utilizzo dell'area di Maria Pia per investimenti alberghieri. Ma non solo : c'è perfino una espressione della amministrazione comunale che invita i proprietari della società che detiene l'area a procedere con le progettazioni di massima per poter avviare un confronto di merito sulle tipologie, le volumetrie, il numero di posti letto e le attività di servizio collegate al centro alberghiero. L'operazione aveva anche l'obiettivo di recuperare la struttura del palazzo dei congressi che sarebbe entrata nelle competenze gestionali della società alberghiera. 

Non si può fare a meno di citare a questo proposito le dichiarazioni del sindaco Mario Bruno che nell'agosto del 2016 dichiarò alla Nuova Sardegna parlando del palazzo dei congressi: "Ad Alghero ci sono alcuni privati interessati a gestire il palacongressi purchè sia inserito in un progetto rimodulato e aperto all’accoglienza dei turisti. Nella nostra costa mancano gli alberghi di lusso, i 5 stelle, e la zona di Maria Pia è quella deputata a sostenere questo tipo di sviluppo. Ci contiamo molto e speriamo che il primo passo sia proprio il recupero del palacongressi». Parole giusto per guadagnare un titolo e una foto sul quotidiano, prassi costante in questi 5 anni di governo, visto che da quella data niente è successo se non l'aggravarsi delle responsabilità dell'ente locale che prima o poi sarà chiamato a risponderne. E sempre a proposito di responsabilità è legittimo chiedersi chi risarcirà gli oltre 20 milioni di euro di denaro pubblico utilizzati per realizzare il centro congressi poi lasciato in mano ai vandali, ai ladri, ai cani randagi e agli uccelli che ne hanno fatto una confortevole piccionaia. (g.o.)

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