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L'algherese Alessandro Ibba vince la mezza maratona di Oristano

  Alla sua prima esperienza sui ventuno chilometri taglia per primo il traguardo nella sempre magnetica Piazza Duomo. L’algherese Alessandro Ibba, uno dei più recenti affiliati alla Sa.Spo. Cagliari ricorderà a lungo l’esperienza alla Mezza Maratona del Giudicato di Oristano per una serie di imprevisti e colpi di scena a cui si assiste raramente. Sommerse da una scia umana di millecinquecento partecipanti, le tre carrozzine guidate da Alessandro, dal favorito Guido Castaldi della Asd No Sport Limit di Firenze e dall’autoctono Matteo Carboni, altro tesserato Sa.Spo, non sono certamente passate inosservate. I conoscitori del mondo paralimpico sanno che il toscano dovrebbe vincere a mani basse, ma non si sa per quale motivo, si indirizza verso il percorso riservato a coloro che si stanno cimentando nella dodici chilometri, vanificando così tutti i sacrifici fatti per arrivare in Sardegna.

   Dal canto suo Alessandro, saldamente al comando, viene tradito dal tendenziatore che si rompe a circa undici chilometri dall’arrivo. A quel punto trova molte difficoltà nel tenere la giusta direzione, soprattutto nelle discese dove in teoria dovrebbe spingere al massimo. Invece è costretto ad ancorarsi al manubrio per non rischiare di cadere. Ironia della sorte, il catalano conosce anche questo tipo di ebbrezza, rovesciandosi di lato. Prontamente soccorso da altri suoi colleghi podisti può riprendere la corsa verso l’arrivo che lo accoglie con il tempo di 01:34:49. Matteo Carboni, visibilmente provato ma gongolante, sopraggiunge con un lieve ritardo (01:36:17). La condotta fiera e determinata da parte dei due saspini ha inorgoglito Carmelo Addaris, uomo emblema del paralimpismo isolano che sta mettendo anima e tempo per far maturare questi due potenziali campioncini.

  “E’ andata bene – commenta a caldo Carmelo Addaris - stiamo crescendo e questo mi fa enormemente piacere. L’obiettivo che ci eravamo posti era quello di tagliare il traguardo senza troppi patemi d’animo, soprattutto quando si è all’esordio assoluto e stagionale in distanze di questo tipo. Sono soddisfatto perché abbiamo avuto un lasso di tempo abbastanza breve per preparare la competizione. E in queste tre settimane abbiamo riscontrato anche problemi derivanti dalle condizioni meteo. I dolori lombari hanno afflitto Alessandro che per circa una settimana non si è potuto allenare. Anche Matteo l’ho trovato molto motivato e i suoi familiari mi hanno confermato la sua intenzione di fare bene. Si sta ritrovando nei suoi percorsi del passato e adesso sta riprendendo alla grande”. Ad assistere alla emozionante gara c’era anche Sandro Sechi, prossimamente su questi schermi e anche lui intenzionato a perfezionarsi e a non sfigurare. “Ha trovato gli stimoli pertinenti al suo obiettivo sportivo” ha puntualizzato Addaris. Della vasta famiglia Sa.Spo fa parte anche il podista Damaso Enna che nella categoria riservata agli amputati alle braccia ha completato la 12 km in 48:52, ottenendo il primo posto nell’ambito dei paralimpici. “Per una gara Fispes il tempo realizzato da Damaso è buono – ha dichiarato il dirigente Antonio Murgia - ma significativa è la sua quindicesima posizione assoluta nell’ambito dei tesserati Fidal”.

   LE PRIME DICHIARAZIONI DI ALESSANDRO IBBA La velocità lo ha sempre attratto. Ma furono certe immagini delle Paralimpiadi che colpirono in particolar modo l’animo di Alessandro Ibba. Il vincitore della Mezza Maratona del Giudicato confessa che a vedere le imprese di certi atleti si domandò subito se sarebbe stato in grado di emularli. “Quando salii per la prima volta sulla carrozzina olimpica – ha ammesso il saspino algherese - mi resi conto che era proprio quello lo sport che avrei sempre voluto fare”. Sei soddisfatto della prestazione nonostante i vari incidenti di percorso? Sì, in quanto l'obiettivo che mi ero preposto era quello di finire la mezza maratona. Posso dire di esserci riuscito nonostante si sia rotta una parte molto importante della carrozzina olimpica, una sorta di sicura senza la quale il mezzo cambierebbe continuamente direzione rischiando la caduta. Purtroppo cercando di controllarla ho perso molto tempo ma non volevo ritirarmi: il mio scopo era finirla e l'ho finita. Come ti aspettavi la mezza maratona? Essendo la mia prima partecipazione ad un evento ero abbastanza teso, non perché avessi il timore di non riuscire a finirla, ma per le emozioni che sapevo avrei provato il giorno dopo.

   Una volta salito sulla carrozzina tutte le preoccupazioni, tutti i timori sono spariti ed è diventata una lotta con me stesso per finirla. Si sta formando un bel gruppo Sa.Spo… Assolutamente sì, ci incontriamo regolarmente per delle sessioni di allenamento condividendo consigli ed esperienze ma anche problematiche; l'esistenza del gruppo è molto importante. Durante le competizioni ci sono in gioco molti fattori psicologici che affrontati da solo porterebbero alla demotivazione. Il nostro obiettivo è supportarci a vicenda e di questo ne andiamo fieri Ad Alghero stai trovando terreno fertile per gli allenamenti? L'atletica leggera è uno sport molto complesso in quanto ci sono tante fasi e tipi di preparazione. Ad Alghero abbiamo una buona pista di atletica sulla quale mi alleno alternandoli ad allenamenti su strada. Sono inoltre affiancato da persone molto competenti che interagendo tra di loro programmano i miei allenamenti e sono da stimolo per la mia maturazione sportiva. Prima di correre nella sua città, aveva alle spalle altre sette mezze maratone, diluite in un periodo di circa quattordici anni. Matteo Carboni ha dovuto combattere con gli acciacchi fisici e con traversie umorali che ne minavano la tranquillità interiore.

  Ora quei periodi cupi sono passati e il rigenerato atleta può finalmente competere con la mente libera. Cinque volte alla settimana, infatti, si ritrova al campo Coni di Oristano per gli allenamenti. “Sono abbastanza soddisfatto perché mi sentivo in forma – rimarca Matteo – anche se potevo dare di più; soprattutto se nel percorso non ci fossero state due salite che purtroppo ho affrontato pure controvento”. Ma davanti a tanta voglia di risultati questi sono davvero piccolissimi incidenti di percorso. “Sono pronto a raggiungere altri obiettivi – confessa Carboni – perché sono reduce due mesi difficili e faticosi, dove sono anche crollato a livello morale, però ho avuto le forze e la passione per rialzarmi. Mi auguro che anche la presenza dei compagni di squadra mi sia da stimolo”. Per il futuro ha le idee molto chiare: “Punto ai campionati regionali di società, a fine aprile, e cercherò di fare bene anche ai campionati italiani che si dovrebbero tenere a giugno. Spero in quell’occasione di presentarmi con una buona condizione. Io darò il massimo anche per rispetto della Sa.Spo. che mi sta sostenendo”. Infine un pensiero sui colori della giornata podistica oristanese: “La manifestazione in sé è stata molto emozionante, mi fa piacere che il movimento dell’atletica sia ancora molto vivo e spero che, nonostante sia sport molto sacrificante, possa riservare tante soddisfazioni e un’ulteriore crescita sia per noi paralimpici sia per gli altri che la praticano”.

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