Il Covid fa male prima e dopo: sfogo di una donna algherese che ha superato il virus ma...

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  Ha sentito il bisogno di raccontare il suo percorso di ansia, tormenti e paure, sicura che la sua esperienza non è stata la sola in questa terribile vicenda che ha messo in ginocchio l'intero pianeta. Un racconto sofferto, vissuto con quella solitudine obbligata che rappresenta una pessima compagnia, che non aiuta, anzi, apre a nuove angosce che forse ancora oggi non vengono valutate adeguatamente dal sistema sanitario. (g.o.)

   "Quando il covid è entrato a casa mia lo ha fatto in punta di piedi, in silenzio come solo i ladri sanno fare. E di punto in bianco ti trovi ad affrontare una cosa più grande di te, lo sconforto e la rabbia sono le prime sensazioni che ho avvertito. L'attesa del tampone è stata un tormento: l'esito è positivo. Ma come è possibile? io che ero la persona più attenta, la persona che la mascherina e l'igienizzante non li lasciava mai?


  Positiva.. Allora dopo un attimo di sgomento durato un eternità, inizi a ridimensionare la tua vita e la vita dei tuoi cari. Allora ti attacchi subito al telefono per avvertire le persone che sono state con te e da lì inizia lo scompiglio. La famiglia si divide e la rabbia e lo sconforto prendono piede. Devi chiedere aiuto a tutti anche se in cuor tuo non vorresti disturbare nessuno ma sai che senza gli altri non potrai andare avanti. 


  Scendere e salire le scale bardata come un astronauta solo per recuperare una misera bustina con dentro delle medicine, ti fa sentire un untore, un appestato, perciò ti affretti a rientrare a casa, non sia mai che possa incontrare sulle scale qualcuno da poter infettare. Finalmente a casa con l'affanno ed il cuore in gola e subito ti siedi perché l'ossigeno mancante ti annebbia la mente. Saturimetro e termometro saranno i tuoi compagni di viaggio e sarai sempre trepidante nell'attesa del loro risultato. E poi: le lacrime che scendono da sole, le notti insonni passate ad igienizzare ogni angolo della casa? Quando finalmente tutto finisce con il tanto agognato tampone negativo, tiri un sospiro di sollievo, pensi che ce l'hai fatta, almeno tu perché qualcuno di caro invece è andato a far visita a Dio. 


  Pensi: "Tampone negativo, bene ora riprendi a vivere. E no, non è così facile purtroppo" La sensazione di sporco e di angoscia non ti vogliono lasciare, ti sono rimaste addosso, e quindi continuano le notti insonni, le lacrime e la rabbia. A questo punto, se non te ne eri accorto, è sopraggiunta una nuova compagnia: la depressione. Ma tu non sei più un paziente covid perciò non sei più una persona che conta, che fa numero, che entra ed esce dalle statistiche quotidiane di quel bollettino di guerra che giunge dalle corsie degli ospedali. Nessuno ti chiede più come stai, nessuno ti chiede più se hai bisogno di aiuto, nessuno.. E allora con tutto il coraggio che ti è rimasto ti butti a capofitto sul lavoro sperando che, almeno lui, ti dia una mano.."

                                          Una cittadina algherese

- lettera firmata