Capo Caccia: troppe domande senza risposte - l'opinione di Paola Correddu

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  Lascio da parte le disquisizioni botaniche perchè, a mio parere, che si trattasse di ginepri secolari o molto più giovani, di ginepri o di altre conifere, di alberi o di profumata macchia mediterranea, quel meraviglioso angolo di paradiso non meritava certo di essere sfregiato a quel modo, e voglio focalizzare l’attenzione sul ruolo delle Istituzioni.

   In questa vicenda dai molti lati oscuri, le Istituzioni, quelle che dovrebbero tutelare e difendere sempre i beni collettivi a vantaggio della comunità di oggi e di quelle che verranno, sembrano quasi agire in ordine sparso, senza dialogare fra loro. L’Ente Parco, il cui territorio insiste per la maggior parte nel Comune di Alghero, sembra essere qualcosa di avulso dall’Amministrazione Comunale nonostante i suoi vertici siano di nomina politica e l’Assemblea del Parco coincida con il Consiglio Comunale. Addirittura, leggendo i comunicati del Presidente del Parco e del Sindaco di Alghero, si ha quasi l’impressione che vogliano riproporre il sempre comodo teatrino dello scarica barile.

   Il Parco, sottolinea di non aver rilasciato alcuna autorizzazione, comunicando alla proprietà (in data febbraio 2020) “l’esigenza di una formale attivazione presso gli UFFICI SUAPE del COMUNE di ALGHERO di apposita procedura corredata da DETTAGLIATO PIANO AGRONOMICO con evidenza delle modalità attuative da porre in essere e conseguenti eventuali MISURE di MITIGAZIONE sui POTENZIALI IMPATTI generati dall’ATTIVITA’ in ARGOMENTO sugli HABITAT PRIORIITARI.

  Le medesime precauzioni sono state richieste con riferimento ai SOLI TAGLI COLTURALI AUTORIZZATI riguardanti esclusivamente le alberate, prive di alcun valore conservazionistico, che costituivano oggettivo pericolo per l’incolumità delle persone e dei fabbricati”. Dall’analisi minuziosa di questo comunicato si evince che il Parco ha ricevuto una richiesta riguardante operazioni di disboscamento e che c’erano dei tagli colturali già autorizzati. Chi ha rilasciato questa autorizzazione? Ed esattamente, che cosa ha autorizzato? All’interno di quale progetto complessivo veniva data tale autorizzazione?

  A quale pericolo oggettivo ci si riferisce e nei confronti di chi? L’Ente Parco ha provveduto a comunicare al Comune la richiesta ricevuta, visto che ha rinviato il proprietario all’Ufficio SUAPE? L’Amministrazione Comunale ci informa che “esistono due richieste effettuate tramite modello F 13, cosiddette “giorni zero” o “edilizia libera”, relativi alla DEMOLIZIONE senza RICOSTRUZIONE di un MURETTO di DELIMITAZIONE all’interno dell’area di proprietà e la richiesta di MANUTENZIONE STRAORDINARIA delle piazzole prendisole, scivolo ed alaggio di piccole imbarcazioni, e pontile fisso, che tra l’altro risulta sospesa.

   Relativamente all’aspetto ambientale, quindi legato alle eventuali operazioni di disboscamento, non risultano richieste di autorizzazione di alcun intervento, e quindi provvedimenti di rilascio del Servizio Tutela del Paesaggio del Comune di Alghero, ovviamente per la parte che gli compete; così come non esistono richieste di autorizzazioni per la rimozione di essenze o alberate interessate da vincoli particolari all’ente preposto, in questo caso il Corpo Forestale”. Dall’analisi altrettanto minuziosa di quest’altro comunicato emerge che all’amministrazione Comunale è stata inviata una richiesta di ben altro tenore.

  Quando è stata inviata questa richiesta, prima o dopo febbraio, ovvero prima o dopo la risposta dell’Ente Parco? Si tratta della stessa richiesta inoltrata presso il Servizio Demanio, Patrimoio di Sassari? Come mai i due Enti ricevono richieste dal contenuto così diverso? Come mai il Parco ed il Comune non si sono mai sentiti su una questione che certamente appariva sin da subito assai delicata? E, se non è stato il Comune a dare quell’autorizzazione a cui fa cenno l’Ente Parco, chi l’ha data, il Parco stesso?

  O c’è di mezzo un Ente terzo? Ma ci sono altri interrogativi che attendono una risposta. Che progetto di riqualificazione intende proporre il proprietario del manufatto e con che tipo di destinazione d’uso intende gestire la struttura, uso ricettivo o uso residenziale, visto che l’Amministrazione Comunale non si è ancora espressa? Considerato che l’Hotel Capo Caccia insiste in un’area di pregio, perché non presentare pubblicamente il progetto di riqualificazione, sempre che ve ne sia uno?

                                                               Dottoressa Paola Correddu