Alghero: dal voto per il Senato può rafforzarsi l'alleanza Pd-5Stelle

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  È passato appena un anno da quando, nell'agosto del 2019, il Partito democratico e il Movimento 5 stelle furono chiamati a una comune assunzione di responsabilità: dare al paese un governo capace di affrontare le difficili sfide che si prospettavano. Armati di buon senso, buona volontà e intelligenza politica, si decise insieme di porre l'accento sulle cose che univano piuttosto che su quelle che dividevano. È passato appena un anno ma sembrano dieci. Il mondo è stato travolto dalla più grande crisi socio sanitaria dal dopoguerra ad oggi, e le sfide che pensavamo di dover affrontare , per quanto complesse, impallidiscono di fronte all'emergenza che stiamo affrontando. Un'emergenza che, per la collaborazione da poco avviata tra PD e 5 Stelle, è stato un battesimo del fuoco.

   Un test durissimo, che avrebbe potuto frantumare anche la più consolidata delle alleanze. Invece, la maggioranza di governo è rimasta coesa, unita dal più nobile dei leganti: la salute sanitaria, ma si tratta anche di salute sociale, economica , produttiva, culturale, civile. C'è da rabbrividire al solo pensiero che la pandemia, nel nostro paese , avrebbe potuto essere gestita da chi, nonostante i comprovati disastri, fa ancora riferimento ai modelli Trump e Bolsonaro. Per fortuna è andata diversamente. Ma non è stata la fortuna. È stata la politica, la buona politica. La crisi pandemica, ha mostrato i limiti del sovranismo, un approccio del tutto inadeguato ad affrontare le sfide di un mondo globalizzato in cui le azioni degli uni finiscono inequivocabilmente per ricadere sul destino degli altri, e viceversa. Inoltre questa pandemia è l'ennesimo campanello d'allarme che, insieme agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, dovrebbe indurci a un radicale ripensamento del nostro modello di sviluppo.

   Mentre un tempo si ragionava per appartenenza politica, oggi dobbiamo imparare a confrontarci e scegliere in base alla sensibilità politica, . E le forze che, pur nelle rispettive differenze, condividono di base la stessa sensibilità su giustizia sociale, equità economica, riconversione produttiva, legalità, solidarietà, ambiente, Green economy e sviluppo sostenibile hanno il dovere di parlarsi e stringersi in un'alleanza sempre più strategica per il bene di tutti. Le elezioni suppletive del collegio Sassari-Tempio saranno una straordinaria occasione per lavorare in questa direzione, ed è importante che tutti i cittadini che condividono queste stesse sensibilità politiche se ne rendano conto e se ne facciano carico sostenendo con tutto il cuore Sardo l'ottimo candidato Lorenzo Corda. Il destino dell'alleanza tra PD e M5stelle non può certo dipendere da questo primo test elettorale, ma in gioco c'è comunque una posta molto alta. L'esito positivo contribuirebbe a rafforzare la maggioranza e, di conseguenza, l'azione di governo in un momento in cui la seconda ondata pandemica sembra bussare alle nostre porte.

   Inoltre, per la Sardegna rappresenterebbe un punto di svolta, una a scintilla capace di dare impulso a una benefica e ormai indispensabile rigenerazione. Anche il più lungo dei viaggi inizia con un primo passo. Il primo lo abbiamo compiuto lo scorso agosto, iniziando questa collaborazione, e i fatti ne hanno dimostrato la bontà. Ora, con l'avvio di una alleanza sempre meno tattica e più strategica tra PD e M5S, siamo chiamati a consolidare la direzione di marcia. Una direzione non può che essere quella di un progressivo quanto radicale ripensamento dei nostri modelli di sviluppo. La politica è l'arte del possibile e, a un passo dal non ritorno da riscaldamento globale e nel pieno della più grande emergenza sanitaria degli ultimi cento anni, possiamo affermare che questo non è più sufficiente. La politica deve diventare l'arte di realizzare anche quel che appare impossibile. È se continueremo ad anteporre il bene dei cittadini e del Paese agli interessi di parte, senza dubbio ci riusciremo. Il Segreterio del Partito Democratico Mario Salis