Il virus cinesino non diventi un alibi - Boom di falegnami ad Alghero

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Per la maggioranza degli algheresi che si recarono a votare il 16 giugno del 2019, quella di martedì, 16 giugno 2020, sarà una sorta di anniversario dalla "liberazione".
Da Monsignore e dalla sua compagnia di produttori di "bombolles".
Una sorta di 25 aprile in versione Riviera del Corallo.
Per il Moro catalano sarà invece la giornata del giro di boa con la fascia tricolore.
Ma dopo dodici mesi sulla sedia di piazza Porta Terra è ormai assodato che il viaggio di nozze può dirsi concluso.
Ora è il tempo del coraggio, delle scelte.

Va anche detto che al Moro in questione è caduta sulla testa una tegola terribile, quella del mostriciattolo arrivato dalla via della seta.
Un disastro di proporzioni planetarie che ha affrontato con impegno sostenuto dalla sua squadra di giunta e da una burocrazia comunale alla quale è tornata la voglia di fare e che probabilmente martedì prossimo metterà l'abito della festa per la ricorrenza.
La pandemia, fortunatamente, ha sfiorato Alghero sul piano sanitario, qualche passeggiata a Valverde come atto di ringraziamento sarebbe doverosa, ma ha prodotto danni rilevanti sotto l'aspetto socio economico.

Negli ultimi 4 mesi l'impegno degli amministratori è stato totale soprattutto sul fronte dell'assistenza per sostenere quel disagio sociale che già preesisteva ma che in qualche modo veniva contenuto da una economia locale ordinaria, che faceva stringere i denti d'inverno ma riportava serenità durante l'estate grazie al fenomeno turistico.
Ma ora non è più così, e lo sarà ancora per diverso tempo, e il prossimo autunno fa già paura.
E visto che il viaggio di nozze della nuova amministrazione ha concluso la luna di miele, è tempo di fare sul serio.

In questi 12 mesi, nonostante il profilo basso tenuto dal Moro, non sono mancate le fughe in avanti nella produzione di "bombolles".
Forse per favorire la ripresa economica si sono aiutati gli artigiani del legno, un venticello curioso ha prodotto una catena di montaggio di tavoli, tavolini, sedie e sgabelli adeguatamente promossi dalle trombette di palazzo.
Il premier romano, che tra i suoi titoli ha soltanto quello di portare il cognome dell'allenatore dell'Inter, è arrivato abbondantemente dopo i falegnami algheresi.
In questi 12 mesi ci sono stati alcune nascite: Lord Brumel ha raddoppiato i circoli dei Fratelli, anche i Mori hanno riempito una nuova culla, come contorno sono partite scaramucce abbastanza penose e neanche divertenti.

Nel frattempo i figlio del Grande Oriente si è tolto qualche sassolino dalle scarpe, anche il Nocchiero sta soffrendo la sindrome della "paglia marina" catalana e la scusa del Covid 19 non regge più di tanto.
La rimozione delle alghe non comporta infatti problemi di distanziamento.
Ma mentre i "meloncini" raddoppiano i circoli insieme ai "quattromori", quelli che annunciano di averlo "duro" fanno l'operazione inversa: eleggono tre consiglieri che li mandano al culo.

Evidentemente l'aria della Nurra non produce l'effetto cialis come quella della Padania ma soltanto qualche maldestra passerella ospedaliera.
Comunque nella terra dei carri a buoi i carroccini recuperano un pezzo in giunta grazie alla caritas ma prima o poi, qualcuno porrà il problema.
Dalla coalizione di centro destra, sardista, civica, ecc. ecc. ecc. gli algheresi attendono ora, dopo 12 mesi di governo, che vengano mantenute quelle promesse fatte in campagna elettorale che hanno mandato a casa monsignore.
Risultato quest'ultimo che fino a oggi pare essere l'unico positivo del nuovo corso.
Occhio: il virus cinesino non diventi un alibi.
   Junivelt