Dopo Acabaura anche Maria Pia: l'opinione di Paola Correddu

Maria Pia sembra essere proprio quell’oscuro oggetto del desiderio. Un’area definita come “luogo di grave degrado” e “landa desolata” , ma che continua ad essere al centro di morbose attenzioni sia da parte della classe imprenditoriale locale che da parte di importanti gruppi economici esterni. Certa stampa sembra promuovere aprioristicamente gli “strabilianti progetti di valorizzazione” dei professionisti degli affari, tutti “immancabilmente” ecosostenibili e rispettosi della qualità paesaggistica di quel lembo di terra collocato tra la zona dunale e la zona lagunare, supportando l’idea che un luogo non sia bello se non viene trasformato dalla mano dell’uomo.  

Il progetto “Congressional Park Stadium” è una new entry nel panorama delle proposte per “riqualificare” Maria Pia. Addirittura già vanta la “benedizione” della Dott.ssa Marta Visentin, dal 2000 consulente della Federazione Italiana Golf e verificatore per le certificazioni ambientali della Golf Environment Organization. Un parere magari autorevole ma non certo disinteressato e, in ogni caso, privo di valore ai fini di un eventuale iter procedimentale che vedrebbe ben altre valutazioni, come quella di impatto ambientale (VIA) e di impatto sulla salute (VIS), ed altre autorizzazioni da parte degli Enti preposti.  

La narrazione mediatica che oggi vuole far passare il polo golfistico “Riviera del Corallo” (che fantasia!) come cosa fatta, è fuorviante, così come fuorviante era la narrazione di ieri a favore del masterplan proposto dalla Società AIRAM, , recentemente riportato all’attenzione del Sindaco della città di Alghero, che vede coinvolte società locali i cui rappresentanti, sedutisi nel corso di questi due ultimi decenni su più tavoli, vedono nel futuro di Maria Pia 2 alberghi 5 stelle, 2 alberghi 5 stelle luxury, una Spa, ristoranti, un centro sportivo e una discoteca. Presentazioni, queste, funzionali a favorire l’accettazione, da parte dell’opinione pubblica, di una progettualità che non ammette osservazioni critiche, punti di vista differenti su come possa essere valorizzato un luogo che, libero dalla presenza dell’uomo, è capace comunque di suscitare grande fascino per la sua splendida posizione e per questo rappresenta un patrimonio paesaggistico di inestimabile valore per la comunità Algherese.  

Che si tratti del progetto a noi noto da tempo o di quello nuovo dei campi da golf (dietro il quale è possibile ci siano sempre loro, i Qatarini, interessati a quell’area ma anche all’Ospedale Marino e, perché no, anche al camping Mariposa, per blindare quella parte di territorio a favore di un turismo d’èlite ), non spetta certo alla Dott.ssa Visentin dare il benestare e non spetta nemmeno al Sindaco o agli Assessori esprimere giudizi di carattere tecnico, anche se le lobby degli affari da sempre cercano la compiacenza della politica a prescindere dal colore. Sui progetti proposti per l’area di Maria Pia dovrebbe essere l’ufficio tecnico ad esprimersi circa la coerenza con gli strumenti urbanistici comunali e regionali. 

Alla politica corre l’obbligo di esprimersi non sui singoli progetti ma sulla visione prospettica che ha di quell’area, nell'interesse delle giovani generazioni che difendono il futuro, interpellando i cittadini Algheresi, le associazioni ambientaliste, quelle sportive e culturali, valutando pianificazioni diverse come quella, proposta diversi anni fa, di trasformare Maria Pia in un grande parco urbano, visto la scarsità di aree destinate a verde pubblico presenti in città, con al suo interno dotazioni per lo sport a basso impatto e per la cultura. 

Una pianificazione che non può prescindere da una visione d’insieme circa lo sviluppo della città e la sua vivibilità e che presuppone l’aggiornamento dello strumento urbanistico ormai colpevolmente vecchio di mezzo secolo. Maria Pia è nella città ed è parte della città e non si può pensare ad un suo sviluppo estrapolando il sito dal quello del contesto in cui insiste. Così come non si possono spendere denari pubblici per il palazzo dei congressi se non si hanno le idee chiare sul futuro di Maria Pia. Il palazzo, eredità di un lontano passato, difficilmente potrà essere usato per attività congressuali con grandi numeri visto che oggi non vi sono più grandi sponsor, l’aggiornamento professionale si svolge prevalentemente su internet e la continuità con la Penisola è in grande sofferenza.  

Alla politica spetta pensare in grande, per il bene dell’intera comunità, nel pieno rispetto di quel bene immenso che è Maria Pia, un territorio con grande valore paesaggistico che va fruito ma non deturpato. 
Paola Correddu