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10 anni fa moriva "El Merendero" - Musicista algherese giramondo

Il Bar Folklore, i duetti con Pietro "Barabba" e la generazione de La Muralla

Quel vecchio bar in piazza della Misericordia, nel cuore della città murata, dal 1974 al 1978 ha rappresentato molto più che un luogo di aggregazione. Il Bar Folklore ha creato uno dei momenti storici più intrisi di quella colorazione popolare così autentica come quella algherese. Il suo socio fondatore, Pino Piras, lo rese un polo di attrazione per il mondo musicale locale e per tantissimi studiosi catalani che trovavano in quell’ambiente la vera essenza che non trovavano nei polpettoni dei convegni sulla lingua.

Pasqual Gallo, Antonello Colledanchise, Pino Multineddu, Pino Ferraris, ma tanti altri ancora, su quel palco che ancora oggi resiste all’interno di quella che attualmente è la sala del ristorante Casablanca, sono state scritte tante pagine della canzone algherese più recente. Serate indimenticabili, registrate nelle audiocassette che ancora oggi qualcuno dei giovani frequentatori di allora avrà tra i ricordi del tempo. Tra i musicisti che hanno collaborato con Pino Piras, Pietro “Barabba” Ledda è sicuramente un testimone di quel tempo. In questa foto storica è ritratto (con la barba) insieme a Salvatore Ballone, meglio noto come El Merendero. Un altro grande musicista algherese, cantante, figlio di quella generazione nata tra i ciottoli delle stradine e i bastioni de La Muralla.

Tore Ballone, “El Merendero”, ha il suo momento di gloria nel 1967, quando, poco più di ventenne, a Torino, presta la voce insieme al suo gruppo musicale all’incisione della famosa canzone “El Dindondero” (Miguel son mi) colonna sonora di una pubblicità rimasta nella storia del mitico Carosello. Per lui resta appiccicato il xistu "El Merendero". Emigrato giovanissimo a Torino aveva formato un trio, assunto il nome d’arte di Don Garcia e inciso diversi 45 giri con l’etichetta Prince Records. Chiusa l’esperienza torinese, emigra in Inghilterra, apre un ristorante a Brighton e alterna l’attività di gestore con quella di musicista e cantante con il gruppo “Los Merenderos”, con il quale gira l’Europa proponendo il repertorio dei classici sudamericani. Ma per gli amici, in particolare con quelli del Centro Storico, con i quali non recise mai i contatti, era ormai Tore “El Merendero”.

E’ morto all’età di 63 anni nel 2009 ad Albenga, dove aveva comprato casa e risiedeva. Viene ricordato in particolare per la sua originalità e per la novità che negli anni 60 rappresentò la sua passione per la musica latino-americana. Ma ha avuto un ruolo importante nella canzone algherese, che ha sempre amato: è l’autore de La vida del mariner (Voga, voga, tota la nitada / tornes en casa sense portar arrés / te cambies de pressa per salvar la jornada /descalç i a peus fins a Vallverd….).


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