Alghero: il tempo che vola nell'album di Antonello Colledanchise

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  Il 15 ottobre vedrà la luce l’ultimo album di Antonello Colledanchise, dal titolo “Com se’n vola lo temps” (Come vola via il tempo). Un CD con 12 canzoni, sullo stile cantautorale. “Ho preso molto dai cantautori internazionali” - dice Antonello – “Quando ero più giovane i punti di riferimento andavano da Bob Dylan a Leonard Cohen, dai cantautori italiani a quelli francesi. Inoltre, prestavo un occhio di riguardo alla Poesia Contemporanea, da Ungaretti a Montale ma anche ai Poeti sotterranei americani. Tutti questi operavano in qualche modo una rivoluzione nel modo di intendere la Poesia. Questa rivoluzione, nel mio piccolo, io facevo con la canzone algherese”. 

  Quali erano i punti di riferimento nella canzone algherese? “Davanti a me c’era una tradizione algherese - continua Antonello Colledanchise- fatta soprattutto di allegre stornellate, ma anche una tradizione importante ormai dimenticata. Il cantautore algherese famoso era Pasqual Gallo, mentre non era ancora venuto fuori Pino Piras, che conoscerò e frequenterò come amico e come artista: Altri poeti e cantautori algheresi lavoravano timidamente dietro le quinte. Poi scrivere in un modo diverso significava essere considerato in qualche modo estraneo. Fin dalla mia nascita scrivevo in italiano. Ho cominciato a scrivere canzoni algheresi nel 1972.

  L’occasione mi fu data dall’invito a partecipare al 1’ Festival della canzone algherese. Mi invitarono gli organizzatori Mario Melis, Natalino Leone e Franco Simula. Presentai “Alabama 1972”. Ricordo che alcuni non consideravano algherese porre un titolo come questo. Mi proposero dei titoli tipo “La muralla”, “L’Alguer”, “La marina de L’Alguer” e altre cose di questo genere. Io non volli cambiarlo e loro allora, proposero un titolo meno destabilizzante, “Alabama. Lo paìs dels somius”. Anche qualche frase del testo non fu capita. Per esempio sembrava troppo pesante sognare una “religio’ sense teulada” (una religione senza sovrastrutture). E così negli anni successivi, destarono problemi canzoni come Ninna Nanna (1973), Hi ha una minyona, Jesucrist, “La Canço’ del drogat”, “Adios amor”, “La llibertat” e altre canzoni degli anni ’70. Tutte queste canzoni faranno parte di un CD previsto per in 2022 in occasione del mio 50° Anniversario di canzone algherese”. Sentita la storia della sue origini come cantautore algherese, gli chiediamo quali produzioni contenga questo CD “Com sen vola lo temps”. 

  Ci dice che ha messo insieme alcune registrazioni fatte negli ultimi 15-20 anni, molte delle quali arrangiate da Mariano Balzani e con l’apporto di Cristiano Caria, Massimiliano Peana, Giampietro Moro e altri”. Notiamo subito la cura estrema data ai testi per forma e contenuti, altamente poetici come “Com se’n vola lo temps” che dà il titolo alla raccolta, a volte quasi impenetrabili, come “La porta”, altre volte popolari come “Sant Francesc i Sant Antoni”, “Salvem L’alguer” o “Carraixali a L’Alguer” (scritta su musica di Gino Dalerci). C’è anche un’antica favola in versi del XIV° sec, “Agadeta” e una “Ave Maria” tradizionale in lingua sarda, “Deus ti salvet Maria”, con l’apporto delle voci femminili dei Panta Rei del 2004-2008. Antonello Colledanchise ha al suo attivo altri 6 Album. I primi due, autoprodotti e autoduplicati, nel 1976 “Alabama” e nel 1982 “Antonello Colledanchise con Està Esclarint” (il gruppo fondato del 1976-77 con Antonello Paba, Pietro Ledda, Daniela Mulas, Mario Panai), nel 1986 l’Album “Poesies per cantar” (Tekno Record), nel 1995 “Cançoner” (Omnium Cultural Barcellona), nel 2001-2002 “Proves de Registracio”, arrangiato da Mariano Balzani, da cui sono tratte alcune canzoni di questo CD. Nel 2005 “Cançons de L’Alguer” (prodotto da Departament Educacio’ de la Generalitat). Un album di forma e contenuto di spessore, da mettere nell’Archivio delle rarità e da conservare gelosamente.