Appello dei parlamentari sardi per l’inserimento del patrimonio nuragico sardo nella "Tentative List" dell’Unesco

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  "La Sardegna oggi può rappresentare un esempio virtuoso di tutela del patrimonio archeologico, storico, culturale.
Nella parola “nuraghe”, traccia indelebile di una civiltà antica, è racchiusa l’originalità, la specificità, la particolarità e l’unicità della Sardegna. Perfino la sua forza, se i popoli che si sono succeduti in questa terra hanno avuto per i nuraghi così tanto rispetto da preservarli nella loro bellezza perché qualcuno in un futuro più o meno vicino potesse restituirgli dignità e splendore.

  Alla civiltà nuragica i sardi sono legati intimamente, ed è per questo che la società civile in ogni sua declinazione, la politica, il mondo accademico e quello scientifico oggi intravedono nei nuraghi uno strumento di rivincita sociale, civile, economica. E questa è anche l’essenza dell’istanza presentata alla Commissione Nazionale Italiana Unesco, volta all’inserimento dei Monumenti della Civiltà Nuragica nella “Tentative List” per la nomina nella Lista del Patrimonio dell’Umanità.

  Questa iniziativa è confortata dalla ferma consapevolezza che la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale concorrono a preservare la memoria e possono tangibilmente contribuire a favorire lo sviluppo del territorio. La specificità della Sardegna, rappresentata da circa 8.000 opere architettoniche uniche nel loro genere, è infatti la sua più grande ricchezza. Una ricchezza che va alimentata, sostenuta, valorizzata, consolidata agli occhi del mondo.

  Con questa finalità nel settembre 2020 è partita l’iniziativa che mira a dare concretezza operativa, economica e politica alla sensibilità popolare sui temi del paesaggio archeo-preistorico della Sardegna che, negli ultimi anni, ha assunto una sempre maggiore consistenza, sociale e quantitativa. Non è un caso se a dare solidità scientifica ad essa sia un Comitato scientifico formato da oltre 30 docenti delle Università sarde, esperti nelle diverse discipline (archeologia, architettura, antropologia, geologia, botanica, solo per citarne alcune) coinvolte nel progetto.

  L’Unesco può, oggi, restituire dignità al popolo sardo. Quei maestosi manufatti, così singolari da sembrare parte integrante del territorio e non frutto dell’opera dell’uomo, possono essere finalmente compresi nel loro straordinario valore naturale, architettonico, storico, culturale.

  Ci sono voluti millenni per far smuovere le coscienze, ma oggi la Sardegna, unita, agisce per promuovere la conoscenza del patrimonio culturale sardo, condizione essenziale per assicurare alle future generazioni le migliori condizioni di sviluppo, crescita e fruizione in chiave sostenibile del patrimonio stesso.

  Noi parlamentari sardi vogliamo essere non solo testimoni ma protagonisti di questa straordinaria coesione attorno ad una iniziativa che può cambiare i destini della Sardegna." Sen. Emilio Floris ,Sen. Giuseppe Luigi Cucca,Sen. Carlo Doria,Sen. Linda Evangelista,Sen. Emiliano Fenu,Sen. Ettore Licheri,Sen. Lina Lunesu,On. Andrea Frailis,On. Pietro Pittalis,On. Luciano Cadeddu,On. Ugo Cappellacci,On. Emanuele Corda,On. Paola Deiana,On. Salvatore Deidda,On. Mara Lapia,On. Alberto Manca,On. Gavino Manca,On. Nardo Marino,On. Romina Mura,On. Mario Perantoni,On. Lucia Scanu.