Adifolk ad Alghero: la cultura sarda abbraccia quella catalana

Coopenaghen, prima ancora Budapest, Grenoble, Lisbona, Cracovia, Torino, Amsterdam, Bruxelles ora Alghero. Un percorso di capitali europee indubbiamente prestigioso che conduce ora sulla Riviera del Corallo per la 33a edizione della rassegna della cultura popolare catalana che l'1, il 2 e il 3 maggio proprio all'ombra di Porta Terra celebrerà il ventennale della Adifolk. La "Alguer Vella" sarà quindi per tre giorni la capitale europea del folklore: il più grande appuntamento della cultura popolare catalana che ogni anno si tiene in una città europea. E già questa dimensione attribuisce alla città algherese un riconoscimento di assoluto rilievo. Tre giorni di danze, musica, colori e tradizioni: le sardanes, i diavoli, i giganti, i castels (torri umane), ballerini, musicisti. Un tourbillon continuo di emozioni e spettacolo che farà accendere i riflettori del Vecchio Continente sulla piccola "Barceloneta".

La macchina organizzativa si è già messa in moto con l'incontro tenutosi ad Alghero qualche mese fa con Àngels Blasco, Directora general della Cultura popolare della Generalitat de Catalunya, Ivan Besora Roig e Oriol Ramirez Carol, presidente e vicepresidente dell’Adifolk assistiti dal prezioso lavoro di collegamento svolto da Gustau Navarro, direttore dell’ufficio della Generalitat di Alghero. Tanto per avere un'idea delle dimensioni della rassegna, è sufficiente citare il numero dei diretti protagonisti: oltre 600 persone. Un appuntamento straordinario quindi che stimola un pizzico di orgoglio targato "quattromori": gli amici catalani portano in Sardegna la loro cultura popolare, ebbene, perchè non accoglierli con l'abbraccio delle espressioni della cultura sarda più antica? Il folklore dell'Isola si perde nella notte dei tempi, vanta una anagrafe millenaria e quella dei primi tre giorni di maggio potrebbe costituire una occasione favolosa per l'incontro tra le due civiltà del vecchio Mare Nostrum con una rappresentanza della Terra dei Nuraghi.