Mattia Osini: il violino di Alghero in giro per il mondo - Il sogno di un festival nella sua città natale

E’ un viaggio nella musica e che attraversa il mondo quello del violinista algherese Mattia Osini. Il musicista si è esibito nella chiesa di St.Cornelius a Dulken, nel cuore della Germania, riscuotendo un vero e proprio successo con tanto di standing ovation per l’interpretazione dell'impegnativa opera 64 di Mendelssohn che il violinista sardo ha interpretato con oltre 145 interpreti dell' orchestra sinfonica Niederrheinischen Symphoniker, composta da circa 35 musicisti diretta da Giovanni Solinas, anche lui algherese.

L’orchestra tedesca ha fornito il supporto musicale a cui si è unito il solista Mattia Osini ottenendo al termine dell’esibizione un lungo e prolungato applauso. Quella della Germania è solo l’ultima tappa di un percorso musicale che vede il giovanissimo algherese, appena ventiquattrenne, impegnato nello studio ed in giro per il mondo: da Alghero, alla Corte del grande Riccardo Muti, alla Germania e alla Svizzera passando per Palermo. Dopo avere conseguito il diploma con il massimo dei voti e lode al Conservatorio “Luigi Canepa” di Sassari, Mattia Osini, fuori classe sardo, ha completato il suo curriculum con numerosi riconoscimenti in Italia, dove per tre anni ha lavorato nella corte del grande Maestro Riccardo Muti, come spalla dei secondi violini nell’Orchestra Giovanile Giovanni Cherubini. Con grande professionalità e dedizione Osini prosegue la serie di successi in giro per il mondo.

Ad oggi risiede in Svizzera, dove frequenta il Master of Arts in Music Performance presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano nella classe del M° Alessandro Moccia, (Primo violino di Spalla dell’Orchestra Champs-Elisées di Parigi), ma anche in Italia, a Palermo collabora come Spalla dei violini secondi dal Teatro Massimo. Una vita di viaggi e una valigia di ricordi e sogni da realizzare coltivati sin dalla prima infanzia.

“Ho cominciato da quando ero piccolo dopo aver visto un concerto in tivù. Allora avevo sedici anni e studiavo il pianoforte. Ma dopo aver visto quel concerto ho chiesto a mia madre di poter studiare il violino e mia madre, seppur con sacrifici mi ha fatto studiare entrambi gli strumenti. Oggi sono felice del mio percorso. Ma tra i tanti sogni nel cassetto vorrei poter suonare anche in Sardegna. Amo la mia terra, la mia Alghero, e perché no? Un giorno vorrei tanto organizzare un festival e esibirmi proprio tra la mia gente”.