Festival di Entula porta in tour Rafaele Riba - Sabato al liceo Marconi di Sassari

"Ho abitato a Cascina Odessa per più di trent’anni, salvo qualche breve intervallo. Io derivo da questo posto, e per ogni cosa fatta dopo sono partito da qui. Se scavassi nel terreno, se facessi il lavoro di mio nonno al contrario, probabilmente troverei una stratificazione di sedimenti diversi. Qui sono passati adulti, bambini, animali, alberi. Qui sono morte due persone della nostra famiglia, sette cani, due gatti e poi chissà. Insetti, uccelli, bisce d’acqua, foglie, alla ricerca dell’equilibrio chimico, della dissolvenza. Voglio solo dire che la casa è pelle, che la casa è cognizione, che la mia casa è un modo che ho per dire qualcosa di me". 

Con una prosa allo stesso tempo visionaria, poetica e scientifica, Raffaele Riba nel romanzo “La custodia dei cieli profondi” (66thand2nd) utilizza il personaggio di Gabriele, considerato “il matto del paese” per parlare della disgregazione dell'universo familiare, ma forse anche della civiltà. Il Festival Éntula propone tre date con lo scrittore piemontese: venerdì 8 novembre a Sassari nella Libreria Koinè (ore 18.30) dialogherà con Antonello Fresu, nell'incontro in collaborazione con 66thand2nd, Scuola Holden, Koinè, Florgarden e Studio Massaiu; sabato 9 novembre, sarà all'ExMà di Cagliari (ore 19.30) grazie alla sinergia col FestivalScienza, dove verrà presentato da Andrea Serra con introduzione astrofisica a cura di Silvia Casu; domenica 10 novembre, in concomitanza con la festa dello zafferano di Turri dialogherà ancora con Andrea Serra nella Biblioteca comunale Ortensia De Montis, alle ore 15. Invece, sabato 9 novembre Raffaele Riba sarà al Liceo Marconi di Sassari per una lezione su “L'isola di Arturo” di Elsa Morante, un'iniziativa in collaborazione con la Scuola di scrittura Holden aperta anche al pubblico.  

Il romanzo - Ga­brie­le è un uo­mo che par­la dal li­mi­te dei gior­ni, dei suoi e for­se di tut­ta la sua ci­vil­tà. In cie­lo è com­par­sa una se­con­da stel­la, l’e­qui­li­brio cir­ca­dia­no è scon­vol­to, gli uc­cel­li ca­do­no, i fio­ri an­ne­ri­sco­no e, da­van­ti al­le can­cel­la­te chiu­se di Ca­sci­na Odes­sa, co­min­cia­no a pre­sen­tar­si stra­ni per­so­nag­gi pro­ve­nien­ti dal vi­ci­no pae­se di Lu­ra­no, o for­se da un luo­go che coin­ci­de con la fi­ne del mon­do. Ca­sci­na Odes­sa, il po­sto in cui ora Ga­brie­le è bar­ri­ca­to, è il pe­ri­me­tro af­fet­ti­vo di tut­ta la sua vi­ta: una di­spe­ra­ta lot­ta con­tro la di­sper­sio­ne e l’en­tro­pia. L'autore- Raf­fae­le Ri­ba è na­to a Cu­neo nel 1983. È tra i cu­ra­to­ri di "scrit­to­rin­cit­tà" e in­se­gna pres­so la Scuo­la Hol­den. Ha esor­di­to nel 2014 con Un gior­no per di­sfa­re (66­than­d2nd) e nel 2015, per Loe­scher, è usci­to Ab­bi pu­re pau­ra.