L'Intervista

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Il diario di Francesco Indovina: 3000 o 1000?

  La decisione del governo di innalzare la disponibilità di liquidità per acquisti e servizi ha sollecitato una vivace discussione: si tratta di una favore fatto all’evasione, dicono alcuni, mentre altri sostengono che si tratta di una saggia decisione per incrementare consumo e sviluppo. È noto che l’evasione fiscale costituisce uno dei “mali” del paese; ma è evidente che l’evasione può essere classificata nella “piccola” evasione (la cui somma complessiva è notevole) e la grande evasione che segue vie illegali di altro tipo (soprattutto equivoci trasferimenti all’estero, fondi neri, ecc.).

  Per combattere la grande evasione, diciamo così, la disponibilità di liquidità è irrilevanti, altri dovrebbero essere gli strumenti che solo in parte il governo usa. È certo, invece, che l’innalzamento della liquidità può aiutare la piccola evasione. Ma come si potrebbe combattere questa? Una delle strade sarebbe quella di permettere la defiscalizzazione di molte spese (esenzione fiscale), almeno nella misura superiore all’IVA per creare una convenienza per il consumatore.

   Una tale defiscalizzazione comporterebbe sicuramente una diminuzione dei versamenti per la denunzia dei redditi (IRPEF), che potrebbe essere compensata da una maggiore entrata per l’IVA non più evasa e per l’aumento delle denunzie IRPEF degli evasori non più tali. Un provvedimento di questo tipo avrebbe, tuttavia, bisogno di una attenta professionalità (tecnica e politica) che non pare questo governo abbia. Bisognerebbe infatti fare ragionevole previsione sulle compensazioni tra le entrate fiscali (onde evitare una loro significativa diminuzione), bisognerebbe calcolare a quali fasce di reddito si finirebbe per offrire dei benefici (onde evitare la progressività delle imposte), ecc.

  Ma tutto questo al governo e a Matteo Renzi non interessa, quello che è argomento di molte decisioni è il compenso (che non è a basso costo per i cittadini). Tutti saranno felici di questo aumento della liquidità, anche quelli che difficilmente ne usufruiranno, per il clima di abbondanza che comunica (la fine della crisi), ed è questa illusione che a Renzi interessa. Sia detto senza compiacimento, ma con vera preoccupazione: il governo sembra formato da un gruppo di persone (belle e giovani) che potremmo definire dilettanti allo sbaraglio. L‘ultimo di questo dilettantismo è l’esenzione della tassazione sulla prima casa. Ammesso che si tratta di un provvedimento da condividere, non ci voleva molto a considerare che dovevano essere esclusi per lo meno “ville e castelli”.

  L’esenzione poteva essere ben studiata alleggerendo o eliminando l’imposta per alcune categorie di famiglie. Ma si è preferito di sbandierare la sua generalizzazione per poi dovere in parte fare marci in dietro. Altro provvedimento da annoverare tra quelli dei dilettanti allo sbaraglio è il pagamento del canone RAI in bolletta. Per adesso il provvedimento tiene, ma fino a quando? e poi con quali ricorsi? Ma vogliamo parlare della strombazzata eliminazione delle provincie? così come è stata realizzata rischia di produrre danni notevoli nei settori al tempo affidati alle provincie, mentre il personale nella sua grandissima parte è ancora in … quarantena.

                                                              Francesco Indovina


Foto: Francesco Indovina

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