Dopo l'incendio un intero territorio in ginocchio

L'urlo dal Montiferru: subito la rinascita - I bambini hanno piantato gli alberi -

Omnibus deve partire subito

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Sono giunti a Cuglieri da tutta l’Isola i maggiori studiosi e portatori di interesse in materia agraria, botanica, paesaggistica e socioculturale per discutere sulla rigenerazione del territorio dopo gli incendi del luglio scorso. Con loro amministratori locali e tanti cittadini dei comuni colpiti questa estate. L’Associazione Montiferru, nella sua prima uscita pubblica, ha organizzato un fitto calendario di lavori e attività previste tra oggi e domani in collaborazione con l’Istituto sardo di scienze lettere e arti (ISLA), il Comune di Cuglieri e tanti altri patrocinanti e sostenitori. La mattina si è aperta alle 9 con l’appuntamento “Chi si prende cura di un albero si prende cura della Terra”, dove gli alunni dell’ICSL Santulussurgiu (sede di Cuglieri) hanno messo a dimora diverse piantine di olivo nella piazza Antonio Gramsci, in occasione della giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. E poi il taglio del nastro per i lavori dedicati ai più grandi nel Teatro dell’ex Seminario Pontificio: saluti istituzionali, presentazione di libri, convegni, spettacoli teatrali e musicali hanno animato la giornata odierna in una sala gremita di partecipanti. Hanno detto. “È importantissimo ritrovarci qui, uniti per la rigenerazione e la rinascita del territorio. Un impegno che dobbiamo perseguire recuperando le risorse finanziarie necessarie a sostenere le attività e in particolare le aziende agricole che altrimenti non sarebbero capaci di fare gli investimenti necessari per risollevarsi”. Lo ha detto Pier Paolo Arca, presidente dell’Associazione Montiferru, salutando i presenti. “Solo con l’unione delle forze è possibile far ripartire le nostre comunità ed è compito delle istituzioni pubbliche sostenere e accogliere i progetti che intendono investire nella ripartenza”. Il sindaco di Cuglieri, Andrea Loche, ha ricordato che con le altre “amministrazioni comunali maggiormente interessate dall’incendio si sta portando avanti una attività di pianificazione condivisa, con l’obiettivo di arrivare alla definizione di un piano forestale del Montiferru. In questo percorso serve l’apporto di tutte le competenze”. Anche Diego Loi, Presidente Unione dei Comuni Montiferru-Alto Campidano, e Giovanni Maria Luigi Mastinu, Presidente Unione dei Comuni Planargia-Montiferru occidentale, hanno sottolineato l’importanza del lavoro di squadra nell’azione di pianificazione e la centralità di ricondurre a una comunità tutti i ragionamenti utili: dal livello regionale a quello locale.

   “L’augurio – ha precisato Loi – è che attraverso la legge Omnibus, approvata dal Consiglio regionale, vengano subito messi in essere gli strumenti attuativi delle norme, così da poter procedere quanto prima con gli interventi”. A portare i saluti della Fondazione Banco di Sardegna la consigliera Marianna Orrù, secondo la quale dopo la tragedia della scorsa estate, l’unica cosa che deve ardere in questi territori è il dibattito. Enrico Fenu, presidente dell’Associazione culturale Malafè di Cuglieri, ha parlato dell’importanza del creare ponti all’interno e verso l’esterno delle comunità, perché solo la conoscenza delle dinamiche che hanno contribuito a costruire un territorio possono permettere di operare bene”. Rosy Zuliani, presidente dell’Associazione giardini italiani, ha descritto la loro mission: “Portiamo a tutti l’amore e la conoscenza delle piante lavorando nei paesi e nelle città, anche con i ragazzi. Lo facciamo mettendo a dimora piante in piazze, strade e ospedali”. Sul versante del tenere viva l’attenzione su quanto accaduto nel Montiferru è intervenuta quindi Bruna Bianchina del Fai Oristano: “I riflettori non si devono spegnere, ma se dovesse accadere la luce del Fai sarà sempre presente. Nell’iniziativa 'Le Giornate d’autunno' del 16 e 17 ottobre scorsi – ha proseguito – abbiamo portato le persone nelle zone colpite dagli incendi, spiegando cause, effetti e possibili interventi di recupero”. Giovanni Matta, Presidente Comitato tutela San Leonardo de Siete Fuentes di Santu Lussurgiu, ha spiegato che il loro comitato è nato per tutelare gli antichi boschi di Siete Fuentes e che si stanno organizzando formalmente per poter poi interloquire con le istituzioni. Emanuele Farris, della Società botanica italiana sezione Sardegna, nel portare i saluti dell’Università di Sassari e del suo Rettore, ha osservato che “è molto importante trasferire sui territori tutte le competenze maturate dalla ricerca. Per questo ci siamo mossi subito dopo gli incendi per inserirci immediatamente nel dibattito così da dare il nostro contributo coinvolgendo soprattutto le popolazioni locali”. Gianluigi Bacchetta, direttore dell’Orto botanico di Cagliari e professore dell’Università di Cagliari, è stato chiaro: “Ho voglia di fare: dalla messa a dimora degli alberi alla scrittura dei progetti che possano intervenire anche sul piano sociale. Insieme e uniti si dimostri la resilienza non solo di un territorio ma di una comunità”. Il direttore generale dell’Agenzia Forestas, Maurizio Mallocci, ha detto che da qualche settimana le squadre regionali stanno lavorando per la ricostituzione delle aree percorse da incendio. “Dobbiamo considerare il bosco come un soggetto e non come un oggetto da cui sappiamo solo prendere. Lo dobbiamo seguire, curare e accudire così come facciamo con gli esseri umani”. Per Alessandro Solinas, consigliere regionale, l’attività di rinascita che si deve portare avanti sarà anche un laboratorio, dove la politica verrà chiamata a programmare con tempistiche assai rapide. La presidente regionale di Legambiente Sardegna, Annalisa Colombu, ha invece annunciato che, grazie a una raccolta fondi nazionale lanciata all’indomani degli incendi, sono state acquistate decine di arnie che saranno consegnate nei prossimi giorni in diverse località del Montiferru, mentre centinaia di alberi sono stati già donati. 

  La vicaria del Prefetto di Oristano, Danila Congia, ha quindi portato i saluti istituzionali del Prefetto Fabrizio Stelo. In sala Teatro, inoltre, ha seguito i lavori l’ex vescovo di Nuoro monsignor Pietro Meloni insieme ai maggiori rappresentanti territoriali delle forze dell’ordine, della Protezione civile e dei Barracelli. In mattinata si è presentato anche il libro “Gli incendi del 2021 nel Montiferru-Planargia”. A coordinare la tavola rotonda il giornalista Giacomo Mameli e l’ex rettore dell’Università di Sassari, Attilio Mastino, mentre hanno animato il dibattito Ignazio Camarda, Sergio Vacca, Renato Brotzu, Giuseppe Brundu, Matteo Cara, Alessandra Casu, Alessandro Delitala, Giuseppe Delogu, Emmanuele Farris, Ignazio Floris, Salvatore Naitana, Graziano Nudda e Fausto Pani. Nel pomeriggio lo stesso Farris ha aperto la presentazione del libro di Ignazio Camarda, “Grandi alberi e foreste vetuste della Sardegna - Un patrimonio di Biodiversità, Storia e Paesaggio”. Fra i relatori Gianluigi Bacchetta, Giuseppe Brundu, e gli esperti Giuseppe Delogu e Graziano Nudda. Il confronto è poi proseguito nel raccontare gli alberi monumentali della Sardegna. Successivamente si è affrontato il tema della “Cultura cura!”, con la proiezione del video di Giovanni Tumbarinu dedicato ai roghi di questa estate, a cui è seguita la lettura di brani sugli incendi, a cura della Compagnia delle Donne, e il concerto de Sos Cantores di Cuglieri, con la lettura del sonetto del poeta Tatanu Curcu. La serata si è conclusa con l’appuntamento dal titolo “Insieme per l’Ambiente”, curato dall’Assemblea della Sezione Sarda della Società Botanica Italiana, e aperto a tutte le persone interessate alle scienze botaniche e vicine alla SBIss. Domani mattina, dalle 9 alle 14 e in collaborazione con i volontari dell’Associazione Montiferru e del Fai, si svolgeranno, invece, le escursioni in agro, in diversi comuni dell’area, con la messa a dimora di numerose piantine di macchia mediterranea.

 

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