Concessioni a vita: procedura di infrazione contro l'Italia dalla Ue - Sardegna compresa

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  La spiaggia di Tuerredda, sul litorale di Teulada (SU), è un gioiello ambientale del Mediterraneo fin troppo abusato e massacrato da anni di overdose estive di bagnanti-chioschi-ombrelloni-stabilimenti-parcheggi-gas di scarico. La legge regionale sarda 21 febbraio 2020, n. 3, grazie allo scandaloso favore dell’Amministrazione regionale Solinas, consente la privatizzazione strisciante delle spiagge mediante permanenza di chioschi e altre strutture balneari in cambio di quattro soldi.

   Nonostante le buone intenzioni rappresentate dall’introduzione del “numero chiuso” dei bagnanti nell’estate 2020, ormai è permanentemente occupata durante tutto l’anno da chioschi e stabilimenti fino al 2033, grazie sempre all’Amministrazione regionale Solinas (nota Comune Teulada n. 636 del 18 gennaio 2021, determinazione dirigenziale Comune Teulada n. 1164 del 23 dicembre 2020). Analoga vergognosa situazione di privatizzazione strisciante vivono numerose altre spiagge della Sardegna.

   La legge regionale sarda n. 3/2020 è finita davanti alla Corte costituzionale su ricorso del Governo nazionale grazie anche a un’istanza del Gruppo d’Intervento Giuridico odv (GrIG). Ora il GrIG ha chiesto (27 febbraio 2021) l’intervento anche dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM) perché valuti politiche e atti della Regione autonoma della Sardegna relativi alla proroga automatica delle concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2033. La Regione ha adottato provvedimenti di indirizzo nei confronti dei Comuni costieri perché dispongano le proroghe delle concessioni demaniali fino al 31 dicembre 2033, diffidando e ora disponendo la nomina di commissari ad acta nei confronti dei Comuni riottosi (Olbia, Arzachena, Posada, Quartu S. Elena, Cagliari, Orosei e Loiri Porto San Paolo).

   E’ appena il caso di ricordare che la giurisprudenza è costante nel ritenere illegittima la proroga automatica delle concessioni demaniali in quanto palesemente in contrasto con la direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (c.d. direttiva Bolkestein), vds. Corte Giust. UE, sentenza 14 luglio 2016, pronunciata nelle cause riunite C-458/14 e C-67/15, Corte cass., Sez. III, 21 ottobre 2020, n. 29105, Cons. Stato, Sez. V, 15 marzo 2019, n. 1707: le concessioni demaniali marittime non possono essere oggetto di automatico rinnovo, in palese contrasto con il principio comunitario della libertà di stabilimento, di non discriminazione e di tutela della concorrenza (artt. 49, 56 e 106 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea – TFUE), mentre il rilascio delle concessioni demaniali marittime e lacuali a fini ricreativi (c.d. concessioni balneari) deve necessariamente avvenire mediante gara pubblica (art. 12 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

   In data 3 dicembre 2020 è stato reso noto che la Commissione europea “ha deciso in data odierna di inviare una lettera di costituzione in mora all’Italia in merito al rilascio di autorizzazioni relative all’uso del demanio marittimo per il turismo balneare e i servizi ricreativi (concessioni balneari)”. E’ stata, quindi, avviata una procedura di infrazione per violazione del diritto comunitario, che potrà avere pesanti conseguenze per l’Italia e per tutte le amministrazioni pubbliche (compresa ovviamente la Regione autonoma della Sardegna) che abbiano concorso alla violazione. E’ bene che l’AGCM faccia gli accertamenti di sua competenza in un ambito di così grande rilevanza.