Cure radicali per il sistema produttivo: uno dei grandi malati del Covid-19

“Ad esso bisogna prestare cure capaci, valide e immediate, la situazione economica è drammatica, molte imprese rischiano di non riaprire”, così il presidente di Confcommercio Sud Sardegna Alberto Bertolotti, commenta la crisi senza precedenti causata dall’emergenza cornavirus in corso. “Certo nessuna manovra potrebbe ripristinare le condizioni in cui eravamo prima del coronavirus ma questa, come detto da molti, è una guerra. Arretreremo, lo sappiamo tutti. E non di poco. Ma siamo gente, noi imprenditori, che, se vuole, sa ricostruire. Non ci mancano né idee, né coraggio, né grinta, né competenze. L’importante adesso è augurarci di arrivare al più presto alla fine del dramma. Poi, come sempre, sapremo riprenderci. E’ una situazione emergenziale a cui tutti stiamo lavorando giorno e notte ed il tiro va sicuramente aggiustato giorno dopo giorno”. 

Secondo il presidente Bertolotti sono ancora insoddisfacenti le misure statali a sostegno del tessuto produttivo del “Cura Italia” e ritiene che sia necessario un grande progetto italiano. “Siamo consapevoli che si tratti solo di una primissima risposta, rimane costantemente elevata l’aspettativa che il governo adotti ulteriori provvedimenti, che li renda immediatamente usufruibili attraverso opportune ed efficaci norme di attuazione, sburocratizzando le pratiche, e che l’Eurogruppo decida di adottare una comune risposta europea che rafforzi gli interventi statali. Serve un progetto per la ricostruzione fatto di semplificazione, innovazione, alleggerimento del peso fiscale e buoni investimenti pubblici. Ma anche interventi mirati al sostegno della domanda”. 

Confcommercio Sud Sardegna ritiene che i temi rimasti in sospeso siano ancora molti. “A partire dal versante fiscale e contributivo: è necessario prevedere una moratoria delle scadenze decisamente più ampia ed inclusiva, perché non è realistico pensare ad una ripresa dei pagamenti da maggio ed in sole cinque rate; bisogna tenere conto anche dei tributi locali e dei tanti che non rientrano, per settore o per volume dei ricavi, nelle attuali previsioni di sospensione; inoltre si deve assolutamente rivedere al rialzo la soglia massima dei 2 milioni di euro di ricavi per l’accesso al regime di sospensione delle scadenze fiscali per il mese di marzo; sull’indennità di 600 euro per autonomi e professionisti riteniamo insufficiente lo stanziamento ma soprattutto esprimiamo totale contrarietà al click day; tra le altre misure, è insufficiente il credito di imposta per le locazioni commerciali e occorre semplificare il ricorso alla cassa integrazione. Il comparto turistico, secondo il presidente di Confcommercio Sud Sardegna, sarà quello che avrà le ricadute peggiori. 

“Molti i temi che sono rimasti ancora in sospeso e sui quali continueremo a lavorare nel fermo intento di voler trasmettere ai decisori la convinzione oggettiva che, come autorevolmente sostenuto in questi giorni dal CERVED, l’impatto del COVID-19 sui settori produttivi, veda il comparto turistico come il settore che avrà le performance peggiori rispetto a tutti gli altri. Alcuni addirittura beneficeranno dalla pandemia (commercio on line, distribuzione alimentare, settore farmaceutico e medicale, produzione ortofrutta tra tutti)”. L’associazione di categoria promuove le iniziative messe in campo dalla Giunta regionale. “Merita sottolineare come la giunta Solinas allo stato attuale sia responsabilmente supportata da tutte le forze politiche anche di opposizione, in materia di incremento degli strumenti di credito, garanzie e sostegno a favore delle aziende sarde e dei lavoratori”. Confcommercio sud Sardegna sospende però il giudizio in attesa di comprendere a fondo i meccanismi che regoleranno il funzionamento delle azioni previste dal Governo regionale. 

E rivolge un accorato appello ai soggetti individuati dalla Giunta Solinas come attuatori degli interventi: “Perché tutti – nella consapevolezza del gravissimo momento del mondo produttivo sardo – vogliano fare tutto il possibile per rendere snelle ed emergenziali le procedure, accelerando la realizzazione delle misure”. Bertolotti infine aggiunge che: "Il tempo è davvero essenziale per le nostre aziende che devono pagare stipendi, locazioni, utenze e spese per poter rimanere vive in attesa della conclusione di questo incubo. La burocrazia pertanto non metta i bastoni fra le ruote e non renda inefficaci le disposizioni positive contenute nelle misure adottate”.