Distribuzione automatica: dal Covid a VendItalia 2022

h24 ditributore

L’espansione del settore della distribuzione automatica prosegue rapidamente. CONFIDA ha incaricato IPSOS di condurre un’analisi per capire meglio sia l’ubicazione prevalente delle macchinette, sia quali siano i prodotti più venduti. 

È emerso che il 50% dei distributori automatici di trova nel Nord Italia, il 20% al Centro e la percentuale restante, invece, al Sud. Più nel dettaglio, per quanto riguarda le città il 40% dei cosiddetti negozi automatici è in zone commerciali, in prossimità di negozi e ristoranti, e un altro 20% è diviso fra le aree adiacenti alle fermate degli autobus e dei mezzi pubblici, e le scuole e le università.

Per quanto riguarda i prodotti più venduti, invece, la classifica vede al primo posto l’acqua minerale e le bibite, poi snack, caffè e altre bevande calde.

Cosa pensano i consumatori dell’esperienza ai distributori? 

Il 93% si reputa soddisfatto perché: 

- Il processo d’acquisto è più rapido che nei punti vendita tradizionali;

- C’è grande varietà di prodotti;

- Il processo d’acquisto è comodo;

- Il rapporto qualità-prezzo è buono;

- È possibile avere accesso alle macchinette anche quando i negozi fisici sono chiusi.

Oltre a questi vantaggi, poi, a nutrire la crescita e l’espansione dei distributori automatici è anche la capacità di quest’industria di adattarsi per rispondere al meglio alle richieste di un mercato in continua evoluzione. Basti pensare, per esempio, ai brand di vending che offrono ai consumatori primi piatti, ma anche infradito o, addirittura, pellet. 

È finita, insomma, l’era delle macchinette che vendono solamente caffè e bibite in lattina. E così non sembra esserci pace per i negozi di quartiere: oltre alla concorrenza con gli e-commerce, ora devono vedersela anche con i distributori automatici. Del resto, gli stili di vita stanno cambiando: si mangia sempre più spesso fuori casa e anche fuori orario.

Inoltre, sempre l’indagine condotta da IPSOS per CONFIDA ha fatto emergere un dato importante: il 66% dei consumatori si è sentito sicuro nel frequentare i negozi automatici anche durante i mesi più duri della pandemia, poiché sono sempre state rispettate le norme sul distanziamento sociale e non sono mai mancati i dispositivi per la sanificazione.

Coronavirus e vending: il caso della Sardegna

A proposito di Covid, lo scorso anno ha messo in ginocchio anche il vending: non solo perché uffici e scuole sono rimasti chiusi per diversi mesi, ma anche perché i distributori h24 non hanno ricevuto il via libera per aprire nemmeno nelle ore in cui era concesso ai tradizionali negozi di alimentari.

Ed è proprio relativamente a quest’ultima questione che si era esposto il TAR della Sardegna con il decreto cautelare 133/2020 pubblicato il 10 aprile 2020. Il provvedimento mirava a sospendere l’ordinanza del sindaco di Cagliari, la quale obbligava i distributori h24 a chiudere. Le motivazioni dietro il ricorso del TAR dell’isola erano chiare: l’attività delle macchinette poteva essere ricondotta, benché in modalità automatica, alla vendita di generi alimentari.

Il 12 aprile 2020, poi, l’ordinanza numero 24 del comune del capoluogo sardo aveva stabilito che i distributori h24 potevano osservare i medesimi orari di apertura dei punti vendita non automatici, purché garantissero il rispetto delle norme di sicurezza in vigore. Il provvedimento agevolava, quindi, anche le macchinette presenti nelle aree di rifornimento carburante e nelle stazioni di servizio.

Il futuro inizia a settembre

Dopo l’annus horribilis dello scoppio della pandemia e dopo i lunghi strascichi lasciati dal Covid, l’industria della distribuzione automatica guarda al futuro. E il futuro è molto vicino: a settembre, infatti, si aprono le iscrizioni a VendItalia 2022, in programma a Fiera Milano dal 25 al 28 maggio dell’anno prossimo.

Il settore, anche nei periodi di massima difficoltà, si è dimostrato innovativo: dalle tecnologie adottate per la sostenibilità della filiera, fino ai pagamenti contactless e cashless. Per questo motivo, il vending necessitava di una manifestazione fieristica all’altezza della sua carica evolutiva. VendItalia sarà l’occasione per offrire uno spaccato sulle tecnologie e sull’innovazione Made in Italy, ma anche, ovviamente, per esporre nuovi prodotti. Inoltre, i visitatori avranno la possibilità di prendere parte ad attività formative e seguire corsi di aggiornamento.

Due saranno le direttive dell’organizzazione del convegno: innovazione e sostenibilità. E a rendere l’esperienza dei partecipanti unica ci penseranno digital signage, app e mappe 3D: un settore all’avanguardia merita una programmazione altrettanto avanzata.

Siamo sicuri che il vending, nei prossimi anni, stupirà tutti i consumatori: cosa potremo comprare alle macchinette? Pagheremo in Bitcoin? Staremo a vedere.


 

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