Il boom dei Boat&Breakfast - L'analisi del fenomeno e la normativa

Si può dire che il fenomeno del Boat&Breakfast sia letteralmente esploso. A dimostrarlo non è solo la grande mole di utenti che vogliono approfondire la tematica, ma anche i molti siti, blog e forum che si occupano dell’argomento a vario titolo. L’opportunità di utilizzare la propria unità in altre forme e, soprattutto, le prospettive economiche associate a questa attività, sembrano interessare molti diportisti. L'analisi del fenomeno e la normativa è stata studiata da Daniele Motta, Perito e Consulente Navale, per Liguria Nautica, e-magazine sul turismo nautico in Liguria.

STATO NORMATIVO
Anzitutto, vi è da dire che nonostante le modifiche apportate al codice della nautica, nulla è stato contemplato in merito. Infatti, all’art. 2 del d.lgs. 18 luglio 2005, n. 171, le integrazioni apportate agli utilizzi commerciali disciplinati dalla nostra normativa, si sono limitate all’inserimento delle attività relative all’assistenza al traino e all’ormeggio.

Tuttavia, nella legge 7 ottobre 2015, n. 167 all’art. 1, comma 2, lett. r (norma che non hai mai visto un decreto attuativo ndr), si prevedeva puntualmente l’equiparazione “alle strutture ricettive all’aria aperta delle strutture organizzate per la sosta ed il pernottamento di turisti all’interno delle proprie imbarcazioni ormeggiate nello specchio acqueo appositamente attrezzato…omissis..”.

Considerato che tali norme rappresentano il fulcro normativo sul quale sarebbe stato possibile disciplinare queste attività, è evidente che l’esercizio commerciale delle unità da diporto svolta in questa forma (almeno con la bandiera italiana) è di fatto non contemplata e/o disciplinata.

COSA AVVIENE NELLA REALTÀ
Ecco quello che ho ravvisato nella realtà, ovvero a fronte delle molte richieste fatte dai clienti (ma anche dalle stesse autorità) che si sono rivolti al mio studio in questi anni.
Le situazioni più tipiche vedono un’unità da diporto privata, senza abilitazione all’utilizzo commerciale e senza un soggetto imprenditoriale “titolato” (sia esso o no una società), che pubblicizza sui vari canali di pernottamento (booking; air bnb ecc.) l’attività di boat and breakfast. In altri casi l’unità adibita al boat and breakfast sfrutta la formula del noleggio occasionale.
In queste situazioni, si sono spesso registrati controlli e contestazioni, sia per la parte meramente fiscale che per quella relativa alla registrazione degli ospiti presso le questure con annesse ammende e procedimenti di varia natura.

L’ANALISI
Dal punto di vista consuetudinario e poste le gravi mancanze dal punto di vista normativo, il boat and breakfast è sostanzialmente gestito in maniera del tutto arbitraria dagli operatori, che, fatte le dovute eccezioni, spesso si arrangiano in buona fede.
Da parte delle autorità (ne sono una prova le varie inchieste più o meno importanti in atto, come quella in corso a Venezia, ndr) e sempre per le note ragioni derivanti dalla libertà interpretativa data dal fenomeno del c.d. “non normato, non disciplinato”, la situazione, a volte, è altrettanto variabile.
Ad esempio, alcuni pareri suggerirebbero l’applicazione di tutta la disciplina normativa (anche di tipo tecnico-certificativo) utilizzata correntemente per le strutture di terra. Tuttavia, i rischi per l’operatore non si limitano di certo alla possibile sanzione amministrativa ad ai riflessi ad essa connessi.

Insistono, infatti, altri rischi, tra i quali:
  • la mancanza di una certificazione dell’unità per l’utilizzo commerciale (l’abilitazione) non garantisce implicitamente nessuno standard di sicurezza per il cliente e non “giustifica” l’utilizzo ai fini lucrativi dell’unità.
  • l’assenza di una specifica copertura assicurativa, sia di tipo RC che di un’eventuale Corpi e Macchine, posto l’utilizzo commerciale effettivamente svolto, non garantisce l’effettiva copertura all’armatore a fronte di qualsivoglia evento che dovesse occorrere agli ospiti o alla stessa unità.
  • Un’eventuale controversia, di qualsiasi natura, espone l’armatore a costanti rischi se l’unità risulta comunque non essere abilitata.

LE EVENTUALI SOLUZIONI
Operare con regolarità e con opportune garanzie è però possibile, anche per chi vuole adibire la propria unità per il boat and breakfast. Posto che ogni situazione, sia dell’unità che dell’armatore, è da prendere in considerazione caso per caso, si può valutare:
  • una registrazione e conseguente certificazione dell’unità per l’utilizzo commerciale presso registri che non limitino lo spettro dell’utilizzo commerciale o dove il boat and breakfast possa essere comunque esercitato (i principali registri specializzati nel diporto commerciale non solitamente identificano limiti alle attività economiche esercitabili dall’unità).
  • La possibilità di certificare l’unità commerciale, limitatamente all’effettiva attività svolta, onde limitare adempimenti e costi certificativi inutili e/o dispendiosi.
  • Optare per un registro che, oltre ad abilitare l’unità per l’utilizzo commerciale, non limiti l’uso anche privato.
  • Considerare correttamente le normative locali (ad esempio del porto di residenza e/o comunali), regionali e nazionali anche relativamente ad obblighi di legge indirettamente connessi con l’attività di boat and breakfast.

CONCLUSIONI
Detto questo, si dovrà anche tener conto, qualora l’intenzione sia quella di investire davvero in questa attività che, per taluni registri, i costi di certificazione non sempre sono irrisori. Oppure, al contrario, pur essendo facilmente ottenibile la certificazione, questa possa essere non riconosciuta e/o “ben vista” dal nostro Paese (o dalle normative comunitarie ndr) o dalle assicurazioni. Qualora si decida di “regolarizzare” lo status amministrativo e assicurativo dell’unità, è proprio la parte assicurativa che riveste un fattore non di secondaria importanza. Infatti, se si potrebbe tranquillamente asserire che sia facile stipulare una polizza, altro discorso è assicurarsi bene e non avere sorprese nel momento di richiedere l’attivazione delle coperture e, successivamente, l’eventuale indennizzo.

Nella foto alcune house boat nel porto di Alghero