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Il business italiano dei cosmetici dopo l'avvento degli e-commerce

Ogni crisi economica porta con sé una rivoluzione nei settori dell'economia di un paese, che tuttavia avviene in modi molto differenti. Se, per molti comparti dell'economia, la flessione dovuta alla crisi è inevitabile, altri segmenti di mercato possono reagire mostrando addirittura dei segnali di crescita. In Italia, un esempio di settore in crescita post-crisi è quello dei cosmetici, che costituisce inoltre uno dei reparti più concorrenziali a livelli internazionali, complici i marchi dei cosmetici italiani, ormai noti in tutto il mondo. Tra le aziende italiane leader del settore menzioniamo L'Erbolario, Pupa, Collistar, Bottega Verde e tanti altri ancora, mentre, tra le medie imprese, vogliamo ricordare quelle che sono state concepite come e-retailer: Neve Cosmetics, specializzata in trucchi vegani ed Ebranditalia, produttrice e distributrice all'ingrosso di maquillage professionale e macchinari per il settore dell'estetica Made in Italy. Consultate le caratteristiche tecniche delle attrezzature professionali di Ebranditalia alla pagina di riferimento. [si consultino altri brand del settore qui http://lamiavetrina-oriflamecalabria.blogspot.it/2014/10/le-100-azienze-cosmetiche-piu.html]. A tale riguardo, è interessante citare un testo risalente al 2014 in cui vengono spiegati i concetti sui quali si basa il mercato dei cosmetici in Italia.  Il volume, intitolato “Italian beauty, il mercato italiano della bellezza tra sogno e innovazione” e scritto da Anna Airoldi e Gabriella Lojacono, fornisce dei dati sulla posizione del Bel Paese nel settore mondiale dei cosmetici: l'Italia sarebbe in cima alla piramide dei paesi produttori e distributori di prodotti per l'estetica e la cura della persona, basti pensare che ben il 60% dei cosmetici venduti in termini globali proviene dal nostro Paese. Oltre a generare un giro d'affari di più di 9,6 miliardi di euro (stando ai dati del 2012), il settore del beauty è in continua mutazione, con offerte sempre più diversificate e profili dei consumatori in costante evoluzione che generano nuove ed interessanti sfide per il comparto produttivo. [fonte libro http://www.sportindustry.com/site/Home/Wellness/Mercatobenessere/articolo1008178.html] A conferma di quanto scritto nel volume sopracitato c'è il Beauty Report di Cosmetica Italia, datato 2016, dal quale è emersa una crescita che deve però essere esaminata nel particolare per individuare i canali responsabili dell'incremento del fatturato. Fino al 2010, la distribuzione dei cosmetici è stata caratterizzata da un trend positivo generale, registrando una flessione del 2% solo per quanto concerne le vendite negli ipermercati e nei supermercati. L'anno dopo, il mercato ha iniziato a mostrare i primi segni di crisi: si comincia con i saloni di bellezza e i parrucchieri, passando anche per le profumerie. Contestualmente, erboristerie ed e-commerce hanno iniziato a registrare i primi aumenti di fatturato, passando rispettivamente da 365 milioni a 431 milioni di euro (+18%) e da 9 a 170 milioni di euro (+1800%). Nello stesso periodo, dei segnali positivi sono arrivati anche dai negozi monomarca e dalla distribuzione a domicilio, generando un aumento dell'1,4% del fatturato complessivo del settore. [fonte di quetsi dati https://www.cosmeticaitalia.it/export/sites/default/centro-studi/beauty-report/BR_2016_sintesi.pdf] In questo scenario, emerge molto bene il ruolo dell'e-commerce come vettore anticrisi non solo per il settore dell'estetica, ma anche per altri segmenti di mercato le cui vendite sarebbero compromesse se avvenissero solamente attraverso i classici canali di distribuzione. I dati provenienti dal consorzio che annovera i principali e-commerce in Italia, l'osservatorio Netcomm, confermano le grandi potenzialità del settore. Il Report “Analisi degli acquisti online di prodotti di cosmetica” fornisce degli utili approfondimenti per comprendere la situazione: del numero complessivo degli utenti che comprano sul web, il 16,2%  acquista prodotti di cosmetica. Tradotto in cifre, si parla di circa 5 milioni di utenti, buona parte dei quali effettua un solo acquisto in sei mesi. Dai dati è emerso che 2 utenti su 3 sono donne, mentre 1 su 2 ha un'età che oscilla tra i 25 e i 44 anni. Il 2016 ha visto una crescita del 18% dei compratori online di prodotti estetici, la maggior parte dei quali è concentrata nelle metropoli o nei piccoli centri urbani, dove la distribuzione tradizionale può incontrare delle difficoltà. Venendo ai canali di acquisto, va detto che, rispetto all'applicazione, il sito web riscuote un successo maggiore: l'89% dei portali web contro l'11% delle app. Non vi è alcun dubbio, i canali più utilizzati sono proprio gli e-commerce, sia di sola vendita sia di produzione e distribuzione. Il vantaggio legato all'utilizzo del canale web non riguarda solamente gli acquirenti, bensì anche i produttori, i quali trovano nel web un canale privilegiato per interfacciarsi direttamente con i consumatori finali. Stando ai dati, il 29,4% dei consumatori afferma di comprare online per un mero vantaggio economico, il 27,1% per la possibilità di usufruire di promozioni e sconti, il 21,3% per una maggiore varietà di prodotti e il 19,6% per l'ampio ventaglio di articoli che l'e-commerce offre rispetto ai negozi fisici. [fonte dati: www.consorzionetcomm.it/ImagePub.aspx?id=359216] Il settore delle vendite online è dunque in continua evoluzione, così come il commercio elettronico, un aspetto che indurrà sempre più aziende a puntare su questa modalità di vendita ancora per parecchio tempo.

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