Regione: le tante domande del Pd sulla riforma della Regione

consiglio regionale
  I Consiglieri Regionali del Partito Democratico hanno diffuso una nota nella quale manifestano dissenso su un provvedimento legislativo in corso di attuazione. "Il Disegno di legge 107, annunciato come la grande riforma della Regione, - affermano - è lungi dall’essere tale, nei presupposti e nelle finalità. Non nasce, questo disegno, da un percorso condiviso, e non risponde affatto alla volontà di agire sulle norme che disciplinano l’organizzazione della Regione, per la quale occorre, piuttosto, un serio processo di riforme, utile a rafforzarne l’autonomia, la funzionalità e la reale rispondenza alle attese dei cittadini, secondo i crismi moderni dell’efficienza e dell’efficacia. Il DL 107, di fatto, concentra il potere nelle mani del Presidente, a discapito della Giunta e a diminuzione del Consiglio.

   L’architettura della Regione si appesantirà, andandosi a strutturare su due ulteriori livelli di coordinamento e controllo, il Segretariato Generale al vertice e tre Dipartimenti con altrettanti Direttori incardinati presso la Presidenza. Un grande corpo macrocefalo, sbilanciato sull’apice del nuovo Gabinetto del Presidente, con ben 44 unità di personale (il doppio rispetto ad oggi) e un ampio stuolo di esperti e tecnici di nomina fiduciaria, che andranno a sommarsi ai nuovi 36 addetti di Gabinetto degli Assessorati. Incarichi di peso, che incideranno sulle casse della Regione e sulle tasche dei sardi per oltre 6 milioni di euro.

  Appare molto difficile intravedere la volontà di rilanciare le attività di impulso della Giunta Regionale, come pomposamente annunciato. È lecito allora chiedersi quale reale beneficio potrà derivarne ai cittadini.Cui prodest? A chi giova? Quale reale godimento ne avranno i sardi? Riusciranno ad avere risposte più celeri alle loro richieste? Sarà la Regione più vicina alle loro esigenze? Noi crediamo di no.  Per questo, abbiamo il dovere - concludono i consiglieri regionali del Pd -  di rappresentare tutta la nostra contrarietà a questo Disegno di Legge."