Gian Franco Satta: gli aiuti annunciati per l'agricoltura vanno ora erogati

Gianfranco Satta
  E’ del  12 gennaio, il comunicato stampa dell’Assessore regionale all’agricoltura, con il quale viene ribadito “il sostegno agli agricoltori sardi che il 28 novembre scorso sono stati colpiti da eventi atmosferici straordinari che hanno portato la Giunta regionale a dichiarare lo stato di emergenza regionale e di eccezionale avversità atmosferica”, dando mandato alla Protezione civile regionale e all’assessorato all’agricoltura, di procedere per la verifica dei danni subiti.

  Ci si riferisce in primo luogo al territorio di Bitti ma anche a danni registrati nell’Oristanese e nella Valle del Cedrino per i quali “con la L.R. 30 del 15 dicembre 2020, sono stati stanziati 10 milioni di euro, messi a disposizione dell’agenzia Laore, incaricata di svolgere gli accertamenti e quantificare i danni subiti dalle aziende agricole”.

  L’Assessore conferma che le risorse messe in campo sono insufficienti per sopperire alle necessità delle aziende sarde a seguito delle calamità citate e che maggiori risorse saranno individuate in sede di definizione della legge di stabilità 2021, anche alla luce delle criticità dovute alle incessanti piogge che hanno colpito i comuni di Santa Maria Coghinas, Viddalba e Valledoria, oltre alle campagne di Alghero, Olmedo e dell’Oristanese. 
  
  Interventi che l’On. Gian Franco Satta vice presidente della V Commissione Agricoltura ha così commentato: 
“Prendo atto delle dichiarazioni dell’Assessore Murgia, segno evidente che quanto segnalato con la mia interpellanza nelle scorse settimane è stato tenuto in seria considerazione. Le criticità descritte, in particolar modo quelle relative alla bassa valle del Coghinas, relativamente alla distruzione delle coltivazioni e delle produzioni del carciofo a causa delle incessanti piogge di questi mesi, necessitano di un intervento da parte della Regione.

   A differenza di altre occasioni, questa volta l’Assessore pare voler rispondere prontamente al grido di disperazione del mondo agricolo e pastorale. Se alle parole seguiranno i fatti, sarò pronto a collaborare in prima persona affinché le aziende e i lavoratori ricevano risposte concrete alla richiesta di aiuto che la politica sarda ha il dovere il ascoltare.

  Come ribadito dall’Assessore Murgia, le risorse messe in campo sono insufficienti per riuscire ad intervenire su tutti i fronti aperti e sarà necessario un ulteriore impegno economico da parte della Giunta in sede di definizione della prossima finanziaria, tuttavia non posso fare a meno di ribadire che se ci avessero ascoltato prima, oggi non saremmo in questa situazione.

  Con la proposta di legge n. 179 che ho presentato a giugno scorso e che ad oggi non è stata calendarizzata neppure la discussione, infatti, prevedeva già l’istituzione di un fondo rotativo volto ad incentivare le imprese agricole alla stipula di contratti di assicurazione, prevedendo un contributo fino all’80% del costo della polizza.

  Come ha dichiarato la Murgia, infatti, il problema delle aziende agricole rispetto alla stipula di contratti assicurativi, è interamente attribuibile all’impossibilità di anticipare costi altissimi per la sottoscrizione dei contratti e poi ricevere gli eventuali rimborsi anche due anni dopo il verificarsi dei danni. Se la Regione contribuisse in maniera seria ad abbattere i costi delle polizze, in futuro non si troverebbe a dover pagare danni dovuti a calamità naturali. Mi auguro, a questo punto,  che la proposta di legge venga discussa e approvata al più presto.

  Per quanto riguarda i danni subiti in questi mesi dalle aziende agricole, i cui effetti si riverseranno inevitabilmente sull’intero indotto già fortemente compromesso dagli effetti della pandemia da Covid-19, mi auguro che vengano individuate le risorse necessarie almeno a ridurre gli effetti economici devastanti prodotti dalle calamità naturali,  diversamente,- conclude Gian Franco Satta - si sancirebbe la fine di interi settori produttivi a cominciare da quelli legati alla produzione del carciofo sardo”.