Alghero: quando la politica tradisce il territorio - Il volo di sola andata di Ryanair a Cagliari

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  Agli algheresi chiusure e misure restrittive per contenere la diffusione del Coronavirus, hanno fatto poca impressione, l'unico popolo catalano d'Italia vantava già una solida esperienza, ai tempi della precedente amministrazione, quando strade e piazze deserte avevano già caratterizzato la vita della Vella Alguer.

  Esperienza maturata quando con la connivenza e il silenzio locale, la politica cagliaritana ha deciso che la compagnia Ryanair, dopo 15 anni di importante presenza e di crescita economica sulla Riviera del Corallo, doveva sbarcare a Cagliari, nell'aeroporto di Elmas, pronto ad accoglierla a braccia aperte, soprattutto per il traffico di bassa stagione. La politica locale sapeva, e addirittura qualcuno, in veste di tecnico, ne fu perfino il cerimoniere, attivando contatti, aprendo rapporti con Dublino, e perfezionando in un pugno di settimane un accordo che avrebbe inferto ad Alghero, sul piano economico, un durissimo colpo.

   La compagnia irlandese cominciò così a smantellare Alghero, ne cancellò la base, cominciando a operare con grandissimo successo a Cagliari suscitando ampi consensi da parte della politica del sud Sardegna a cominciare dal sindaco dell'epoca di Casteddu, Massimo Zedda, al centro di vasti consensi da parte del mondo imprenditoriale locale. Ciò che era successo ad Alghero dal 2000 in poi, anno in cui Ryanair divenne operativa a Nuraghe Biancu favorendo una straordinaria opportunità di sviluppo economico in tutto il Nord Ovest Sardegna, avvenne sulla costa cagliaritana dove si moltiplicarono a vista d'occhio attività legate al turismo a cominciare da una autentica pioggia di nuove iniziative dell'accoglienza come i B&B.

  E ad Alghero cominciarono le strade del centro storico deserte, la rete dei servizi, bar e ristoranti, denunciò perdite pesantissime, il declino economico era cominciato. Tutto questo si è consumato nel silenzio generale degli amministratori dell'epoca. Una protesta ufficiale, una nota di dissenso, una manifestazione pubblica, niente di tutto ciò. Silenzio colpevole anche da parte dei consiglieri regionali del sassarese che si guardarono bene dall'osteggiare un progetto che era nato ai vertici della giunta regionale.

  Il potere politico alla guida della Regione all'epoca, dopo aver verificato che il laboratorio algherese si era rivelato piuttosto interessante grazie al fenomeno dei voli low cost, ne aveva deciso il trasferimento al Capo di Sotto cominciando con il vettore aereo irlandese. Da segnalare una piccola curiosità: gli onorevoli "impiccababbu", complici dell'operazione, da queste parti avevano preso consensi elettorali importanti che avevano contribuito e fargli mettere il culo sulla grassa poltrona di via Roma a Cagliari.

                                                                                   Junivelt