Un concorso che arriva nel momento sbagliato: intervento dei Progressisti

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  Rinvio del concorso straordinario della scuola secondaria di primo e secondo grado e attivazione di tutti i percorsi per assicurare lo svolgimento in sicurezza della procedura selettiva senza interferire sul regolare svolgimento delle attività didattiche: il presidente della Regione e l'assessore competente si attivino presso il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per dare risposta alle richieste che da più parti arrivano in questa direzione, raccolte in una mozione depositata in Consiglio regionale dal gruppo dei Progressisti, prima firmataria Laura Caddeo, da Leu e dal Pd.

   Il concorso straordinario, il cui inizio è previsto per il 22 ottobre, interessa in Sardegna circa 5000 docenti precari e, tra questi, 3000 andranno a ricoprire posti di sostegno. Le immissioni in ruolo dei vincitori della procedura straordinaria sono previste per il mese di settembre 2021 e non riguardano quindi l'anno scolastico in corso. A preoccupare è la situazione attuale dettata dal crescente numero di contagi da Covid-19, per cui la procedura di svolgimento delle prove prevede, giustamente, il rispetto di tutte le misure di prevenzione (igienizzazione delle mani, mascherina, temperatura corporea inferiore a 37,5 gradi).

   In caso di presenza di sintomi sospetti, i candidati non potrebbero accedere alla prova. Non essendo al momento previste sessioni suppletive, resterebbero esclusi dal concorso tutti i candidati che dovessero presentare un semplice raffreddore. Candidati che, si sottolinea nella mozione, “dopo anni di precariato vedrebbero le loro aspettative sfumare”. Sarebbe inoltre a rischio “il diritto di molti aspiranti che si trovassero in isolamento o in quarantena”, senza escludere, ipotesi da tenere in considerazione, “coloro che, ritenendo il concorso un'opportunità unica, potrebbero mettere in pericolo se stessi e gli altri” tentando di eludere i protocolli di sicurezza.

   Il rinvio delle prove permetterebbe inoltre di non interferire sulle attività didattiche in corso, a poche settimane dall'avvio di un anno scolastico che a causa della pandemia vive difficoltà mai affrontate prima: “In un momento in cui la scuola deve affrontare forti criticità, quali ad esempio la copertura di molte cattedre ancora vacanti, l’espletamento del concorso determinerebbe numerose assenze di docenti in servizio come supplenti che dovrebbero effettuare le prove, e ciò potrebbe mettere ulteriormente sotto pressione un sistema già provato dalla gestione delle graduatorie provinciali, dal malfunzionamento del sistema informativo e dalla carenza di chiare linee guida ministeriali”.