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Alghero: per la Lega è tempo dei "mea culpa" - "La piazza" si trasferisce in via Columbano

Succede. La frittata avviene quando non si conosce la gente del territorio, quando si da per scontato che gli ordini del capitano, o di chi per lui, vengano eseguiti senza battere ciglio. Succede anche quando si fa la lista dei candidati alle elezion i comunali negli ultimi due giorni utili. Un po' con supponenza ma anche tanta superficialità. E' vero che il vento di Salvini porta voti ma le preferenze vanno alle persone e un partito, come la Lega, che ad Alghero non aveva alcuna storia, doveva affrontare il debutto con maggiore equilibrio e accortezza. Meno slogan, meno selfie, meno bolliccine e più concretezza. 

Anche il percorso degli ordini da eseguire, o norme interne di partito, doveva essere discusso, condiviso e compreso. In una città come Alghero, per l'effervescenza tipica della classe politica, che potrebbe essere definita anche indisciplina, non basta che arrivi la volontà dall'alto. Soprattutto quando si comincia a inserire nel contesto locale una nuova figura politica come è appunto la Lega. Le responabilità che questo clamoroso flop vanno ricercate soprattutto nella classe dirigente del partito di Salvini a livello locale e regionale. Questa è una città particolare, con tante sfaccettature diverse, dal vecchio indipendentismo catalano allo strapotere della balena bianca, è la città del primo compromesso storico, è il territorio della borgata rossa che andava in lacrime quando sentiva Berlinguer parlare alla radio. Ma è anche una città aperta, per niente razzista, abituata a civiltà diverse anche perchè è stata la prima a fare turismo in Sardegna. Non si contano i matrimoni con le inglesine e le olandesi che negli anni Sessanta venivano a prendere il sole nello stabilimento di Giulio Novelli al Lido. Per capire: lo straniero, o il "continentale" se preferite, non spaventa, anzi, viene accolto secondo la tradizionale ospitalità sarda ma deve portare un po di rispetto. Altrimenti può succedere di tutto. 

Va anche detto che in una visione più generale della clamorosa conclusione delle amministrative algheresi, la Lega è anche vittima , ruolo con non ama, di una catena di malintesi e superficialità. E' certamente clamoroso che la Lega elegge 3 consiglieri comunali e alla prima riunione dell'assemblea civica, un mese dopo, non ha alcuna rappresentanza in via Columbano. Ma seppure non di queste dimensioni ci sono precedenti: lo stesso presidente del consiglio regionale Michele Pais è stato eletto con Forza Italia e durante la legislatura appena conclusa è passato alla Lega. Quindi in un contesto dove la deregulation politica vive a tutto campo, pretendere che la disciplina di partito venga appresa alla prima lezione è decisamente azzardato. Nella comunicazione ufficiale di Giovanni Monti e Monica Pulina, i due consiglieri che hanno lasciato la Lega dopo Leonardo Polo, si fa cenno a "scriteriati comportamenti". Non ne conosciamo i contenuti e non ci interessano. Sul piano della morale politica non condividiamo neanche questo triplice salto della quaglia. E guardiamo anche con qualche preoccupazione al mercatino delle vacche che dalla "Parrera" si sta spostando in via Columbano. 

Ci interessa invece che questa benedetta città le cui potenzialità sono decisamente consistenti per un vero processo di sviluppo , esca dal grigiore nel quale ha vissuto gli ultimi 5 anni. Che questa città abbia la capacità di offrire ai suoi giovani opportunità di lavoro e professionali, e che i loro viaggi all'estero siano per vacanze e non per trovare da vivere perchè tra le mura di casa non hanno occupazione.


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