Le contraddizioni di una città cantiere

Alghero: il tormento infinito della rete del gas - Nuovamente chiusa via Vittorio Emanuele

Serie perplessità sulla programmazione degli interventi

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  La messa in opera della rete del gas, di quella idrico fognaria, della telefonia, da anni hanno trasformato la città in un gigantesco cantiere dove da un giorno all'altro cambia la segnaletica, arrivano i divieti di transito, viene rivoluzionata la circolazione. Un tourbillon di accantieramenti che hanno ormai abituato cittadini, commercianti, imprese e residenti ,a vivere nella confusione, oltre che nella polvere, quasi con rassegnazione visto che nel giro di qualche ora spariscono parcheggi, vengono dimezzati i marciapiedi, appaiono le transenne e comincia il vecchio gioco dell'oca. 

  Rassegnati perché soprattutto impotenti e privi di qualsiasi riferimento che si faccia carico di informare preventivamente, di annunciare la chiusura , riferire sulla durata dei lavori, di tenere vivo un dialogo che consenta agli abitanti di vivere questo cantiere infinito come un atto necessario per migliorare i servizi e non come una imposizione, a volte praticata anche in modo prepotente. Confusione che deve essere sbarcata anche tra coloro che programmano gli interventi stradali: ieri, martedì, in via Vittorio Emanuele, nel tratto compreso tra via Sanzio, Michelangelo e Caravaggio, improvvisamente sono apparse ruspe, transenne, camion e operai che hanno blindato la zona facendo andare in tilt la circolazione, consegne dei mezzi commerciali, trasporti pubblici urbani, con evidente sorpresa e stupore delle attività della zona. 

  All'improvviso, senza alcuna informazione preventiva. Ma questo aspetto di buona educazione e di comportamento civico, appare ben poca cosa se si pensa che soltanto nel marzo - aprile scorso lo stesso tratto di strada era stato chiuso per i lavori della posa in opera della rete del gas. Ora la zona viene nuovamente chiusa per interventi sulla stessa Vittorio Emanuele e sempre per la posa in opera della rete del gas. Il più cretino dei residenti sarebbe autorizzato a chiedersi perché questi lavori non sono stati fatti a marzo quando il cantiere era aperto, i mezzi sul posto, transennamenti e misure di sicurezza già operative. Soltanto sul piano logistico si sarebbe perfino risparmiato. Ragionamento quest'ultimo che quando si tratta di denari pubblici viene scarsamente considerato nel mondo delle imprese appaltatrici. 

  Da segnalare inoltre che si sta parlando non di una stradina secondaria, ma di un'arteria che rappresenta uno dei due ingressi della città, e certamente il più trafficato, la cui chiusura comporta problemi e disagi piuttosto consistenti, a tutto il sistema urbano. Ora operatori commerciali e residenti di quella zona sono stati nuovamente blindati e stavolta non è il covid ma le ruspe. Legittimo chiedersi se questo gigantesco puzzle di cantieri non sia oggetto di verifiche e osservazioni da parte della amministrazione comunale che, per quanto distratta, è sempre la padrona di casa e avrebbe quindi tutti i titoli per partecipare attivamente alla programmazione degli interventi badando di arrecare il minor disagio possibile. Una attenzione dovuta anche per sfatare quella consolidata considerazione secondo la quale la pelle dei cittadini, operatori commerciali compresi, è sempre più elastica e quindi la si può strapazzare a piacere.