Alghero: le 2 facce del vaccino - Accoglienza un po' cialtrona ma poi tanta professionalità

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  Il nostro lettore ha raggiunto l'obiettivo: missione compiuta, vaccinato. Ed ecco il racconto: "Teatro dell’azione il campo sportivo Mariotti ed annessa palestra in cui è ubicato l’hub vaccini; protagonisti il sottoscritto ed alcune centinaia di ultraottantenni, pazienti fragili ed aspiranti alla 2^ dose di vaccino. Mi presento alle ore 08,30 di ieri, giovedì, mezz'ora prima dell’appuntamento fissato e mi rivolgo ad una signora addetta all’accoglienza, con gazebo e scrivania di ordinanza.

   Con me, in attesa sull’umido campo erboso, tanta gente infreddolita che aspira a superare il primo step. Chiedo lumi sulla procedura da seguire in quanto “paziente fragile”, fornisco il mio nome e dopo aver verificato in un elenco, l’addetta sentenzia che non ne faccio parte, naturalmente ribatto che ho l’appuntamento alle 0900. A questo punto “coram populo” mi chiede quale è la mia malattia ed io ne rendo partecipe lei ed alcune decine di persone a noi vicine. Ottengo l’agognato pass e raggiungo la zona antistante la palestra dove sostano altre centinaia di pretendenti al vaccino. La cosa strana è che nel caos che regnava sovrano, tutto era calmo, nessuno protestava, forse perché se lo aspettavano ed apparivano rassegnati in partenza.

   Inutile dire che era impossibile qualsivoglia distanziamento e la frase che echeggiava monotona da parte di quei benemeriti della Protezione Civile era: “non ammassatevi, distanziatevi”. Impossibile obbedire, non c’era lo spazio sufficiente. Sarebbe bastato chiudere le porte ed impedire ulteriori ingressi. Ad un certo punto appare il dott. Greco, responsabile dell’hub vaccini, visibilmente incazzato esclama:” interrompiamo le vaccinazioni perché sono intervenuti quelli dell’ARPAS (Agenzia Regionale) per verificare la igienicità dei locali, questa è interruzione di pubblico servizio, chi vuole può denunciare in Procura.”

   Ormai avevo perso ogni speranza di entrare e mentre pensavo di andare via, ormai esausto, le vaccinazioni riprendevano. Il secondo step è la compilazione di un modulo con i propri dati e poi, finalmente superiamo i cavalli di frisia dello sbarramento, ci mettono in fila indiana ed entriamo 5 alla volta nella agognata palestra. All’interno, un altro mondo, il personale che operava nell’hub, gli infermieri ed i medici erano cortesi, efficienti e metodici. Non credevo ai miei occhi, nel giro di mezz'ora ero vaccinato, mi sentivo come Dante Alighieri, passato dall’Inferno al Purgatorio ed infine in Paradiso. A mezzogiorno avevo finito, sono andato via, non senza volgere lo sguardo a quei poveri Cristi che attendevano nel piazzale. Avrei voluto confortarli dicendo loro:” coraggio, abbiate fede, il Paradiso è vicino, non lasciate ogni speranza voi che entrate.”

                                                                  Giuseppe Bassu