Popolo della Famiglia: l'assegno unico è una operazione elettorale - Serve il reddito di materinità

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  Nel corso di una riunione tra militanti politici de il Popolo della Famiglia, in riferimento all'assegno unico universale per figlio, il segretario nazionale Andrea Brenna, ha dichiarato: "- E’ una mancetta elettorale assistenzialista da 50 euro in media per figlio (non dobbiamo credere alle bugie di chi sta narrando che saranno erogati 250 euro a figlio); - è un'azione che invita a percepire meno reddito basandosi sull'Isee (l'assegno infatti premia chi produce meno reddito agendo all'opposto dello stimolo prodotto dal quoziente familiare che invece stimola a generare più reddito e figli.

  L'assegno unico per figlio è un primo passo nella direzione opposta a quella necessaria, cioè a quella del quoziente familiare con particolare attenzione alla famiglia monoreddito); - è un'azione che comporta il mantenimento dell'attuale altissimo livello di tassazione diretta e indiretta sulla famiglia, ostacolandone la formazione e disattendendo gravemente l'Art. 31 della Costituzione della Repubblica Italiana; - è un assegno che infierisce nella relazione educativa familiare, verrà infatti erogato direttamente ai figli tra i 18 e i 21 anni a prescindere dalle loro eventuali dipendenze (droghe, alcool, ludopatie, ecc...) disarticolando, di fatto, il rapporto non solo educativo tra genitori e figli conviventi.

  L'approvazione trasversale e pressoché unanime di questo provvedimento è una bruttissima notizia. La famiglia sa fare bene i suoi conti: non si aspetta mancette tratte dall'esosa tassazione che, unitamente al caro vita, la sta opprimendo a tutto tondo. Con il voto occorre modificare al più presto questo Parlamento che si è già dimostrato (e si continua purtroppo a dimostrare) gravemente antisussidiario." 

  Così ha rilanciato Antonello Deiana in qualità di coordinatore per il nord Sardegna del Popolo della Famiglia: “ A chi parla di “segnale positivo”, riferendosi all’approvazione dell’assegno unico, chiediamo di riflettere sui dati sempre più angoscianti della natalità italiana. Capiranno che questa misura non serve assolutamente a contrastare l’inverno demografico ma rischia, addirittura, di ridurre quelle poche risorse finanziarie che hanno permesso di aiutare diverse famiglie sino ad oggi. 

  Come movimento politico chiediamo più coraggio, innanzitutto al governo, ma anche a quella galassia di associazioni che da anni si spendono per il bene delle famiglie italiane e che potrebbero unirsi al Popolo della Famiglia chiedendo, con forza, che il reddito di maternità presentato in Parlamento possa finalmente essere trasformato in legge dello Stato. 
Si registrerebbe, automaticamente, una ripresa immediata della natalità e si rafforzerebbe di conseguenza la lotta all’aborto, cosa che l’assegno unico, purtroppo, non può garantire.