Le "ciffute" della sanità algherese: oggi sovralluogo per le sale operatorie

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Lunedì mattina una commissione tecnica nominata dall'assessorato regionale alla sanità, svolgerà un sovralluogo nell'ospedale Civile di Alghero con destinazione le sale operatorie.
Una mission finalizzata a dare il via libera al blocco operatorio per una attività certa, costante e continuativa al fine di dare risposte serie a quanti ancora si rivolgono alla sanità pubblica con fiducia.
Tra l'altro l'informativa è giunta da un riferimento istituzionale quanto mai autorevole quale è quello rappresentato dal presidente del consiglio regionale, Michele Pais.

Ma in termini di comunicazione, e soprattutto sulla sanità algherese, da tempo si verifica una situazione che definire confusa è molto caritatevole.
Risulta infatti che ci siano grossi problemi di personale come testimonia una recentissima nota dell'Assl di Sassari che chiede alla Regione di dare risposte sugli organici carenti dei due nosocomi della Riviera del Corallo.
Una nota che appare un evidente sollecito reso di pubblico dominio.
La sanità algherese vive da tempo una condizione che sta destando forti perplessità e mettendo in discussione il credito assegnato agli amministratori regionali.

Fino al 2019 Alghero e i suoi ospedali , con il centro sinistra a guida Francesco Pigliaru, sono stati bersaglio di una serie di provvedimenti che facevano esplicito riferimento all'esigenza di ridurre i costi spaventosi della sanità pubblica.
Provvedimenti finalizzati a risparmiare sui servizi, sul personale, con il taglio dei rami secchi, nel quadro di un procedimento complessivo di recupero di costi e risorse che trattandosi di un servizio sociale per eccellenza, quale è punto l'assistenza sanitaria, destava qualche domanda legittima visto che a proporlo era proprio la sinistra il cui cavallo di battaglia è notoriamente quello della difesa dei più deboli.

Ma dal febbraio del 2019 Francesco Pigliaru e il centro sinistra sono stati mandati a casa, così come il sindaco di Alghero di Mario Bruno che durante il mandato di Pigliaru sulla sanità ha scelto la via del silenzio e forse hanno pagato sul piano elettorale, almeno da queste parti, proprio per l'atteggiamento di estremo rigore nell'offerta dei servizi sanitari.

Dal febbraio del 2019 è alla guida della Regione il centro destra con la presidente Solinas che invece proprio sulla sanità aveva sventolato le proprie bandiere.
Se si dovesse fare un paragone con chi li ha preceduti si potrebbe azzardare che niente è cambiato. In un anno e mezzo, a parte i selfie e gli annunci, niente è cambiato davvero per la sanità algherese.
Dal Marino al Civile e fino ai servizi territoriali. Si potrebbe perfino aggiungere che in fatto di annunci i nuovi amministratori regionali sono perfino più bravi dell'ex sindaco Mario Bruno al punto da mettere in discussione il suo poco onorevole primato delle "bombolles".

Su questa partita sta svolgendo un eccellente lavoro di denuncia il comitato spontaneo Acabaura che tradotto nell'idioma locale significa "smettetela" di annunciare, promettere, distribuire quasi quotidiane razioni di annunci che, almeno per circa 18 mesi, fino a oggi sono stati disattesi.
Oggi nelle condizioni silenti di Mario Bruno, per ragioni di opportunità politica, si trova anche il sindaco di Alghero Mario Conoci e tutta la coalizione di centro destra: da Forza Italia a Fratelli d'Italia, Lega, Psd'Az, Udc, civici e sardisti. (g.o.)