La sanità pubblica tarda a ripartire - Intervento Fsi-Usae

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“L’isolamento al quale ci ha costretto la pandemia causata dal Covid-19 e il blocco di tutte le attività amministrative non ha fatto bene a tanti.
Alla ripresa delle attività infatti, peraltro molto lenta mentre i cittadini hanno bisogno di risposte svelte e efficaci, registriamo situazioni al limite dell’assurdo.
Enormi perplessità infatti, ha creato nella FSI la convocazione dei sindacati da parte dell’ATS Sardegna per quanto indicato nell’argomento all’ordine del giorno, non prioritario, sulla libera professione: l’Ats infatti, dovrebbe accingere alla ripresa delle attività ambulatoriali e la prima cosa a cui pensa è la libera professione quando l’attività istituzionale tarda a ripartire.

Una vera vergogna che palesa l’assenza di interesse per i cittadini più deboli che in questi 4 mesi non hanno potuto usufruire delle prestazioni e dei controlli programmati, saltati a causa della chiusura di tutto il sistema” spiega indignata la Segretaria territoriale dell’FSI-USAE Mariangela Campus.

“Dopo 4 mesi di blocco totale l’azienda che fa? Si preoccupa di convocare le O.S. per far firmare un regolamento sulle visite a pagamento anziché convocarli per gratificare il personale che con spirito di sacrificio in questi mesi ha sempre lavorato soffrendo anche per la cronica carenza di personale, dovuta anche alla normativa sui permessi Covid, che non hanno previsto nessuna sostituzione o assunzioni straordinarie”.

“L’indifferenza è proprio evidente: i temi che interessano i lavorati infatti sono ad esempio il sistema delle valutazioni, che ha creato notevoli problemi; la mobilità del personale infermieristico, dei tecnici di laboratorio e di radiologia; la mobilità compensativa che diventa una tragedia per le lungaggini burocratiche o perché viene bloccata dal dirigente delle professioni sanitarie; le indennità Covid erogate in molte Regioni d’Italia mentre in Sardegna ancora non se ne parla, insomma tante cose completamente ignorate però dai vertici sanitari che sembra abbaino altro per la testa”.

“Crediamo che innanzitutto si debba programmare l’attività istituzionale, le visite ed esami e richiamare tutti gli utenti che in questi mesi avevano prenotato e non hanno potuto usufruire della prestazione, parlare di ibera professione in questo momento è non solo inopportuno, ma anche vergognoso ed offensivo per i cittadini che soffrono ed hanno bisogno dell’aiuto urgente dei servizi sanitari”, conclude la Segretaria territoriale dell’FSI-USAE Mariangela Campus.