"Torni domani" - cronaca di una infermiera all'uscita dal turno di notte

Dodici ore sotto pressione nel reparto di rianimazione dell'ospedale Civile di Sassari, un turno duro ma in quell'ambiente ciò che vale è la vita degli altri, tu sei solo uno strumento che ha scelto quella professione. Quindi bisogna darci sotto, fare di tutto per tenere in vita la gente, costi che quel costi. In questo periodo poi il clima è teso, preoccupato, ogni giorno colleghi si ammalano, gli organici si riducono e bisogna correre. Ma questo è il lavoro, bisogna andare avanti cercando di dare il massimo, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto ci sono vite da salvare. C'è poco di discutere. Poi il turno finisce, tardissimo, alle 23,30, una mezzoretta di viaggio verso Alghero, il ritorno a casa, il saluto a mamma, la buonanotte e domani si ricomincia. Sono tempi duri soprattutto per una giovane infermiera algherese, ma ognuno deve fare la sua parte.

All'uscita dall'ospedale c'è però una sorpresa: un finestrino dell'auto spaccato, un tentativo di furto evidentemente. Anche questa ci voleva. Una telefonata alle Forze dell'Ordine, oltre che per segnalare il furto anche per avvisare che è stato commesso un reato e magari chiedere una mano, un aiuto, un consiglio. Con un freddo terribile, in una situazione complicata, a tarda notte, sola, il vetro rotto dell'auto, una parola di conforto in qualche modo ti aiuta. Le Forze dell'Ordine rispondono: venga domani per la denuncia. Se all'uscita dall'ospedale mi avessero richiamato in reparto per una urgenza sarei risalita immediatamente, altro che stanchezza, e nonostante 12 ore di lavoro. Ora, in quella difficile situazione, il mio riferimento istituzionale sulla cui disponibilità ero pronta a mettere le mani sul fuoco, mi dice "torni domani". Avevano sentito al telefono che ero una ragazza, che in quel momento ero sola e preoccupata. Una delusione, profonda, mi sono sentita completamente abbandonata, se mi avessero raccontato una cosa del genere non ci avrei mai creduto.

Ho ripulito il sedile dai frammenti di vetro e ho preso la strada di casa, verso Alghero, molto triste perchè dopo una giornata di lavoro un balordo mi aveva rovinato il rientro a casa e e una voce anonima ma che parlava a nome di una istituzione autorevole mi aveva lasciato sola nonostante avessi appena subito un grave danno, un reato, e fossi chiaramente in difficoltà. Il viaggio è stato difficle, mi sono coperta il più possibile ma dal finestrino entrava un'aria gelida, la temperatura era scesa vicino agli zero gradi. Ma sono arrivata, infreddolita, con un po di raffreddore, che spero passi subito, ma sono arrivata. Stamane penserò al finestrino e a quella telefonata senza risposta non ci voglio proprio pensare. Ma sarà difficile dimenticarla.

Una infermiera di Alghero