Alghero e la pineta di Maria Pia: un patrimonio ambientale "in sonno" da sempre - Inutile stupirsi della inciviltà di Ferragosto

Chissà che cosa intendeva dire, e non ha detto, il sindaco di Alghero Mario Conoci dopo il sovralluogo ferragostano nella pineta di Maria Pia. Ha parlato di una gestione da rivedere anche alla luce dei disastri inevitabili che ogni anno si registrano nel bosco di pini della città per via di attendamenti abusivi, campeggiatori fai da te e il tradizionale campionario di rifiuti. E' possibile che facesse riferimento all'esigenza di una riqualificazione complessiva, dotazione di servizi, vigilanza ambientale, ecc. che però non può prescindere dal rigoroso controllo del vasto spazio pinetato che si affaccia sul mare. 

Per evitare che si pensi che il degrado nel bosco di pini sulla litoranea per Fertilia sia una scoperta del sindaco in carica, per obbligo di memoria è possibile ricordare che nel secolo scorso, il sindaco era Carlo Sechi, durante un sovralluogo a Maria Pia l'ex consigliere regionale ebbe durissime parole commentando il disastro che incontrava mentre attraversava dune, cespugli e sentieri. 

Dopo oltre 20 anni siamo quindi nelle stesse identiche conclusioni. Perchè? Perchè non sono mai stati assunti provvedimenti di vera protezione e utilizzo della pineta. Nel corso degli anni, tra le tante ipotesi che hanno preso aria negli uffici comunali, vi è stata anche quella di chiuderla, renderla accessibile ma in maniera controllata, dotarla di ogni tipo di servizio utile alla gestione di un area verde, e si era perfino accennato a una ricettività leggera, su casette di legno, spartana ma funzionale. Trasformarla quindi in una impresa con investimenti, occupazione, servizi di accoglienza, di vigilanza, un parco impresa come ce ne sono tanti in Europa dove rappresentano punti di riferimento di tipo economico con importanti opportunità di lavoro. Per tutto l'anno. 

Per la straordinarietà ambientale, la tipologia unica, gli spazi importanti e lo sbocco sulla spiaggia confinante, una iniziativa imprenditoriale del genere, sotto il rigidissimo controllo dell'amministrazione locale e le istituzioni con competenza ambientale, potrebbe costituire una vera opportunità per consolidare la "destinazione Alghero" con un argomento di richiamo unico in tutto il Mediterraneo.