Cronaca

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Alghero e il palazzo incendiato: una imbarazzante cartolina per la città

Nessuna perizia a 2 anni dal rogo

Tra poco più di un mese il palazzo di via vittorio Emanuele ad Alghero che il 17 luglio del 2017 venne devastato da un incendio, andrà al giro di boa dei due anni da quella drammatica notte. Ma a poco meno di 24 mesi trascorsi dall'incendio, niente è cambiato.

Le famiglie che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni sono sparse quà e la in soluzioni di fortuna con disagi, costi a tanta tristezza per chi era riuscito a farsi la casa magari dopo anni di sacrifici e relativi mutui bancari. Da allora niente è cambiato: sono stati rimossi un po di rifiuti inceneriti, ma poca roba, e l'imponente edificio annerito, ormai grigio per le contaminazioni del fumo, è diventato un simbolo, non proprio in positivo, per chiunque passi da quelle parti e per i turisti che spesso si fermano a fare qualche foto e che non riescono a credere che a distanza di due anni il grosso complesso ha prodotto soltanto atti giudiziari, carta, ricorsi, non sono cominciate ancora le perizie da parte tecnici incaricati dal tribunale.

Il timore forte è che lo stabile diventi una sorta di monumento, non proprio gradevole da vedere, dedicato alla tempistica delle procedure, degli atti legali, della burocrazia sonnolenta alla quale poco importa che diverse decine di famiglie sono rimaste senza casa. Una sorta di fotocopia del palazzo dei congressi di Maria Pia, quest'ultimo colpito non da un incendio imprevedibile, ma dalla cialtroneria politica e amministrativa di coloro che hanno consentito lo sperpero di una ventina di milioni di euro di denaro pubblico.

E di monumenti all'incapacità pubblica la città è già abbastanza ricca, dall'ex Fuego del Lungomare a Piazza Balaguer, l'ex cotonificio, tanto per citarne alcuni. Quel tratto di via Vittorio Emanuele era interessato dalla presenza di diverse attività commerciali sulle quali pesa oggi l'ombra antiestetica e maledeorante dell'edificio annerito. Se non fosse per le quattro transenne che gli sono state messe attorno, sembrerebbe perfino abbandonato a se stesso. Come il palazzo dei congressi di Maria Pia. Qualcuno ha pensato di fargli un giardinetto intorno ma foirtunatamente si è reso conto della cazzata: per le famiglie evacuate sarebbe stata perfino una beffa.

Oggi il mondo dell'edilizia e delle costruzioni in genere consente di coprire e letteralmente nascondere con soluzioni diverse le macerie da riqualificare e di riportarle alla luce, e alla visibilità, una volta recuperate. E visto che i tempi di ripristino si annunciano lunghi, perchè, almeno,, non provare a nscondere questa cartolina imbarazzante della Riviera del Corallo.

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