Cronaca

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Alghero: l'agonia dell'ospedale civile - Coraggiosa denuncia della rappresentanza sindacale aziendale - Boom di ricoveri in medicina ma sulle barelle nei corridoi

  "Negli ultimi cinque anni, si è assistito ad un vero e proprio smantellamento dei servizi sanitari del territorio di Alghero in cui si concentra il 24% della popolazione della provincia di Sassari (67% Sassari, 9% Ozieri) costringendo l'utenza a lunghissime liste di attesa e obbligandole a recarsi presso altre strutture (con gravi disagi e ulteriori costi) o rivolgendosi a studi privati per prestazioni rese a pagamento". La denuncia giunge da fonte sindacale, da Anna Serra, della RSU aziendale dell'Ats, che probabilmente deve aver riflettuto a lungo prima di portare all'esterno una situazione che in molti conoscevano ma che per ragioni non proprio nobili non veniva resa pubblica.

  "Anche l'attività di supporto ai servizi sanitari è stata fortemente penalizzata - aggiunge la sindacalista - sono stati chiusi gli sportelli per il pagamento del ticket sanitario ubicati nel palazzo Sanità di via degli Orti, costringendo così l'utenza (in special modo anziani), a doversi recare negli sportelli ticket degli ospedali cittadini, per poi tornare nel palazzo Sanità per effettuare le visite". Una condizione piuttosto avvilente la medicina pubblica per le risorse finanziarie della Regione costituisce il capitolo di maggiore spesa. Anna Serra aggiunge ancora: "Un'altra situazione anomala che determina non poche difficoltà nell'attività ordinaria dell'ospedale: non sono stati sostituiti i Dipendenti che lavoravano nei magazzini economali e che sono andati in pensione da qualche anno, rendendo difficoltosa anche l'attività di approvvigionamento di quanto necessario per poter garantire l'assistenza sanitaria e costringendo il personale sanitario e i parenti a doversi "arrangiare" o, non di rado, a dover provvedere all'acquisto di quanto necessario, a proprie spese (è il caso dei lenzuolini da lettino-visita, pannoloni, ecc.)".

   Alla denuncia della sindacalista vale la pena aggiungere che il distretto sanitario che fa capo ad Alghero interessa 23 comuni dell'interland che abitualmente fanno riferimento alle strutture sanitaria della Pietraia e dell'Ospedale Marino. Pur in una condizione di estrema difficoltà sul piano operativo:"L'attività sanitaria ospedaliera in genere, ma soprattutto i ricoveri in alcuni Reparti ospedalieri, in special modo la Medicina, è notevolmente aumentata, tanto da dover ricorrere all'utilizzo delle barelle (con un impegno ulteriore da parte del Personale sanitario costretto ad ad assistere molti più pazienti di quanti previsti) ed anche al ricovero in altre strutture fuori dal territorio (si pensi ad un Paziente sofferente che deve affrontare km e km per poter avere un posto-letto ed essere curato)- Particolarmente disagevole quando il trasferimento ha come ubicazione l'ospedale di Ozieri. Ma,a questo aumento del numero dei ricoverati non ha fatto seguito la assunzione delle figure dedicate alla assistenza del paziente tant'è che spesso sono i parenti dei ricoverati a dover provvedere alla igiene ed alla somministrazione dei pasti".

   Eppure da queste parti in campagna elettorale e nelle abituali performance sugli organi di informazione, si è posto al primo posto la sanità, non escludendo perfino la realizzazione di un nuovo ospedale. Tutto ciò non è successo, ma non solo, si sta assistendo a un lento impoverimento dell'offerta assistenziale e a una forte penalizzazione di quelle professionalità che operano nei due nosocomi algheresi. Situazione che porta a una conclusione piuttosto severa. " In questa condizione - sostiene con determinazione Anna Serra - non si può non pensare che esistesse un disegno politico che, prevedendo la chiusura o la trasformazione degli ospedali di Alghero in "lungodegenze", con successiva chiusura del pronto soccorso, già avviato dalla giunta regionale guidata dal presidente Pigliaru e assessore Arru. Un disegno politico che avrebbe dovuto essere ostacolato da chi dovrebbe essere il garante della salute dei propri cittadini". Ma così non è stato. E a conferma della beffa sulla sanità algherese vale la pena di ricordare che alla vigilia delle elezioni scorse, quelle che hanno portato alla elezione dell'attuale sindaco Mario Bruno, era perfino nato un comitato per il nuovo ospedale. Chissà se i fautori di quel comitato si stanno ponendo, oggi, qualche domanda. Almeno quelli che erano in buonafede.

                                                                       (g.o.)

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